Paul Klee
Nato nel 1879.
Muore nel 1940.
Una freccia, un volto lunare, alcune campiture di colore: nell’opera di Paul Klee, gli elementi più semplici aprono spazi di sorprendente complessità. La sua arte si scopre nell’incontro tra disegno, poesia e immaginazione, tra umorismo discreto e meditazione. I titoli stessi prolungano l’immagine e orientano lo sguardo, senza esaurirne il mistero.
Nato nel 1879 a Münchenbuchsee, nei pressi di Berna, in una famiglia di musicisti, Klee esita a lungo tra musica e pittura prima di partire per studiare a Monaco nel 1898. Nel 1911 incontra gli artisti del Cavaliere azzurro e l’anno seguente partecipa alla loro seconda esposizione. A Parigi, nel 1912, scopre opere cubiste e fa visita a Robert e Sonia Delaunay.
Il viaggio in Tunisia con August Macke e Louis Moilliet, nel 1914, approfondisce le sue ricerche sull’autonomia del colore e sulla costruzione astratta.
Il suo acquerello Hammamet avec sa mosquée, conservato al Metropolitan Museum of Art di New York, permette di cogliere questo passaggio: il ricordo di un luogo diventa un’organizzazione di forme e colori. In altre opere, segni, personaggi e creature immaginarie compongono un universo in cui l’apparente ingenuità accompagna una rigorosa riflessione pittorica. L’acquerello e il disegno occupano un posto essenziale in questa sperimentazione.
Nominato al Bauhaus nel 1920, Klee vi insegna dal 1921, prima di entrare all’Accademia di Düsseldorf nel 1931. Allontanato dal suo incarico sotto la pressione nazista nel 1933, ritorna a Berna. La persecuzione politica e la malattia oscurano i suoi ultimi anni, senza inaridire la sua creatività.
Muore a Locarno-Muralto nel 1940.
Per avvicinarsi a Klee, si può lasciare che lo sguardo segua una linea, per poi tornare al titolo: l’immagine sembra allora raccontare in altro modo ciò che si è appena visto. Nelle opere tarde, i contorni più pesanti e le forme semplificate conferiscono a questo dialogo tra segno ed emozione una nuova intensità.









