Johann Heinrich Füssli
Nato nel 1741.
Muore nel 1825.
Johann Heinrich Füssli (1741–1825), noto in Gran Bretagna con il nome di Henry Fuseli, è stato un pittore, disegnatore e teorico svizzero la cui carriera si svolse principalmente a Londra. Figlio del pittore e storico dell’arte Johann Caspar Füssli, crebbe in un ambiente intellettuale e artistico zurighese. Studiò teologia e fu ordinato pastore nel 1761, ma già allora disegnava parallelamente.
Nel 1763, dopo aver pubblicato un pamphlet politico con l’amico Johann Kaspar Lavater, lasciò Zurigo. Giunto a Londra nel 1764, lavorò inizialmente come traduttore, scrittore e precettore. Joshua Reynolds lo incoraggiò a scegliere la pittura; partì quindi per formarsi a Roma, dove studiò l’arte antica e Michelangelo dal 1770 al 1778.
Di ritorno a Londra, Füssli si impose con composizioni ambiziose ispirate a Shakespeare, Milton, Omero e Dante. Le sue immagini trasformano i soggetti letterari in scene di intensità fisica e psicologica, popolate da gesti tesi, visioni e creature fantastiche. «Le Cauchemar», dipinto nel 1781 ed esposto alla Royal Academy l’anno seguente, divenne un’immagine emblematica di questo universo.
Nel 1799 fu nominato professore di pittura alla Royal Academy, di cui nel 1804 divenne Keeper. Proseguì inoltre la sua attività di scrittura sull’arte e insegnò la storia e la teoria dell’arte.
La National Gallery of Art di Washington conserva «Œdipe maudissant son fils Polynice» (1786), dipinto ispirato a Sofocle. In uno spazio oscuro e angusto, i gesti dei quattro personaggi rendono visibile il conflitto tragico tra il padre e i suoi figli. L’opera illustra la capacità di Füssli di trasformare un racconto antico in una scena di passioni estreme.
Il suo nome compare nelle forme Johann Heinrich Füssli, Johann Heinrich Fuessli e Henry Fuseli, a seconda della lingua e dell’istituzione.


