Ernest Biéler
Nato il 1863, Rolle, Suisse.
Muore il 1948, Lausanne, Suisse.
Svizzera — nazionalità presunta secondo il Musée d’Orsay.
Nell’opera di Ernest Biéler, il contorno di un volto, le pieghe di un grembiule e le curve del paesaggio finiscono per parlare la stessa lingua. La sua opera associa così la presenza degli esseri umani a una ricerca esigente sulla linea e sulla superficie.
Stabilitosi a Parigi all’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento, Biéler scopre Savièse nell’estate del 1884. La luce del Vallese e la vita dei suoi abitanti gli ispirano Devant l’église de Saint-Germain à Savièse, terminato nel 1886 e presentato al Salon di Parigi nel 1887. In questa grande tela, conservata al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne, l’inquadratura avvicina le figure, mentre le ombre azzurrine e gli effetti luminosi testimoniano la sua attenzione per l’Impressionismo.
A partire dal 1906, elabora un modo di dipingere che chiama «graphisme». I volumi modellati cedono il passo ai contorni e alle campiture piatte; l’acquerello, la gouache e la tempera gli offrono superfici opache. Les Tresseuses de paille, del 1906–1907, associa un’attività del villaggio a un gioco di corrispondenze tra abiti e paesaggio.
La scena rurale diventa anche una composizione di linee.
Femme en bleu, dipinta a tempera su legno nel 1913, rivela un’altra dimensione di questo universo. Biéler vi rappresenta sua moglie Michelle, insegnante di disegno parigina che aveva difeso il suo approccio artistico in un testo del 1911. Il ritratto a grandezza naturale coniuga fiori, abito e figura nella medesima ricerca di unità.
Per guardare Biéler, seguire i contorni è una prima chiave. Si scopre allora come un gesto quotidiano o una presenza individuale si trasformino in un ritmo visivo, senza perdere il loro potere evocativo.










