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Ernest Biéler · 4 min di lettura

Ernest Biéler: il dipinto acquisito prima delle sue esposizioni parigine

Acquisito nel 1886 per il Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne, un dipinto largo più di tre metri rimane temporaneamente presso Ernest Biéler per essere presentato al Salon de Paris del 1887 e poi all’Esposizione universale del 1889.

Pubblicato il 3 ottobre 2026

Nel 1886, il Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne acquisisce Davanti alla chiesa di Saint-Germain a Savièse, un olio su tela di 204 × 302 centimetri. Il dipinto, tuttavia, non giunge immediatamente al Museo: Ernest Biéler è autorizzato a conservarlo per presentarlo a Parigi, dapprima al Salon del 1887 e poi all’Esposizione universale del 1889.

La storia dell’opera comincia a Savièse. Stabilitosi a Parigi all’inizio degli anni 1880, Biéler soggiorna allora sporadicamente in Svizzera. Scopre il villaggio vallesano durante l’estate del 1884. Affascinato dai costumi, dagli abiti tradizionali, dalla luce e dalla limpidezza dell’aria, torna in autunno per realizzare diversi schizzi destinati a questa ambiziosa composizione.

L’estate seguente, Biéler fa trasportare sul posto un grande telaio. Termina poi il dipinto nel suo atelier parigino. Eugène Ruffy, consigliere di Stato vodese, nota l’opera e la acquisisce per il Museo nel 1886. Le fonti non indicano la data precisa di questa operazione e non consentono quindi di stabilire se all’epoca l’artista avesse ventidue o ventitré anni.

Contesto istituzionale — La scheda del MCBA collega il dipinto all’interesse che numerosi pittori a cavallo tra Otto e Novecento nutrono per la vita rurale e le pratiche religiose, percepite come i segni di un mondo in via di scomparsa. Ritiene che Biéler conferisca alla scena una portata universalizzante: anziché un rito precisamente identificato, rappresenta alcune donne riunite davanti a una chiesa, alcune delle quali seguono la messa dall’esterno, mentre altre leggono il messale o si occupano di un bambino.

Dopo l’acquisizione, il dipinto rimane per qualche tempo presso Biéler, seguendo un percorso espositivo documentato. È presentato al Salon de Paris nel 1887 e poi all’Esposizione universale del 1889. La Collection Pictet lo definisce il primo capolavoro dell’artista e indica che suscita grande attenzione durante quest’ultima manifestazione. Le fonti consultate non precisano né la data del suo effettivo ritorno al Museo né il suo percorso dopo il 1889.

Commento — Le dimensioni della tela conferiscono una presenza imponente a questa scena di paese. Senza assimilare le sue dimensioni a quelle tradizionalmente riservate alla pittura di storia, si può osservare che l’inquadratura serrata monumentalizza le figure. Il MCBA sottolinea inoltre gli effetti di luce, le ombre azzurrate e le ampie pennellate che testimoniano le lezioni apprese dagli impressionisti.

Quest’opera precede le successive trasformazioni stilistiche di Biéler. Stabilitosi a Savièse dal 1900, a partire dal 1906 si avvicina agli ambienti dell’Art Nouveau e sviluppa un linguaggio che chiama «graphisme»: il contorno delimita superfici piane, i colori sono stesi a campiture uniformi e l’artista adotta in particolare la tempera, l’acquerello e la gouache per la loro resa opaca.

Commento d’osservazione — Il percorso documentato del dipinto collega tre luoghi: Savièse, dove viene studiato il soggetto; Parigi, dove l’opera viene ultimata e poi esposta; e Losanna, il cui museo la acquisisce nel 1886. La sua singolarità risiede in questa cronologia attestata: già acquisita per una collezione pubblica, la tela rimane temporaneamente presso il suo autore per essere mostrata al pubblico parigino.

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