Alberto Giacometti
Nato nel 1901.
Muore nel 1966.
Davanti a una figura di Alberto Giacometti (1901–1966), lo sguardo incontra tanto un corpo quanto lo spazio che lo circonda. L’estrema sottigliezza di alcune sagome amplifica la distanza: pur vicine, possono sembrare separate da un intervallo immenso. Questa tensione conferisce alla loro presenza un’intensità particolare.
Nato a Borgonovo, nei Grigioni, Giacometti cresce accanto al padre, il pittore Giovanni Giacometti. Nel 1922 raggiunge Parigi e segue l’insegnamento di Antoine Bourdelle all’Académie de la Grande Chaumière. Il suo percorso continua a intrecciare l’ambiente artistico parigino con regolari ritorni nella valle natale.
La Boule suspendue, esposta nel 1930, attira l’attenzione di André Breton e Salvador Dalí. Giacometti aderisce allora al surrealismo. Oggetti enigmatici, associazioni inattese e costruzioni spaziali aprono una stagione di sperimentazione.
Il ritorno al lavoro dal modello porta alla sua esclusione dal gruppo nel 1935: rappresentare ciò che vede diventa un interrogativo continuamente ripreso.
Dopo la guerra, le sue figure allungate prendono forma nel disegno e nella scultura. Diego, suo fratello e assistente, contribuisce materialmente al lavoro dell’atelier. Le Femmes de Venise, presentate nel 1956, rendono percepibili le variazioni di una ricerca sulla figura in piedi, sviluppata attraverso fasi successive e rielaborazioni.
La pittura occupa un posto essenziale in quest’opera. Annette, sua moglie, e Diego sono tra i modelli prediletti. Le lunghe sedute non mirano soltanto a una somiglianza riconoscibile: Giacometti cerca di tradurre una presenza in continuo mutamento.
I suoi ritratti invitano così a osservare come un volto appaia, si precisi e resista a ogni tentativo di coglierlo definitivamente.
Insignito del gran premio per la scultura alla Biennale di Venezia nel 1962, muore a Coira nel 1966. Il Kunsthaus Zürich conserva un importante nucleo che permette di esplorare le sue sculture, i dipinti e le opere su carta. Questa varietà rivela un artista che rinnova in ogni mezzo la medesima esigenza: continuare a guardare.












