Otto Meyer-Amden
Nato nel 1885.
Muore nel 1933.
Otto Meyer-Amden (1885–1933), pittore, disegnatore e litografo svizzero, nasce a Berna e muore a Zurigo. Dopo la morte della madre, cresce presso una famiglia affidataria e in seguito nell’orfanotrofio della borghesia bernese. Apprende la litografia a Berna e a Zurigo, prima di studiare a Monaco e all’Accademia Reale di Belle Arti di Stoccarda, dove diventa allievo di perfezionamento di Adolf Hölzel.
Adotta il nome Meyer-Amden dopo essersi stabilito, nel 1912, nel villaggio di Amden, sopra il lago di Walenstadt.
Vive ad Amden fino al 1928, in un ritiro consacrato alla lettura, al disegno e alla pittura. I suoi paesaggi di piccolo formato traducono il suo rapporto intimo con il luogo. A partire dal 1918, i ricordi dell’orfanotrofio alimentano un altro nucleo centrale: ritratti e scene di ragazzi e adolescenti, spesso ambientati in un contesto scolastico.
Nella sua opera, l’osservazione figurativa si intreccia con composizioni simboliche e con una dimensione religiosa; le forme possono sfiorare l’astrazione senza perdere la loro carica umana.
Tra il 1923 e il 1925 realizza il rosone della chiesa Zwingli, a Zurigo-Wiedikon. Dal 1928 al 1932 insegna disegno alla Scuola di arti applicate di Zurigo. I suoi scambi con Oskar Schlemmer, suo amico di Stoccarda, e con altri artisti testimoniano i suoi legami con i dibattiti dell’avanguardia e con le idee che accompagnano la nascita del Bauhaus.
Meyer-Amden muore a 47 anni, prima di aver ottenuto un ampio riconoscimento pubblico. Il Kunstmuseum Basel conserva oggi la più importante collezione delle sue opere, comprendente in particolare 271 disegni ricevuti nel 2008. Il Kunsthaus Zürich aveva organizzato una mostra commemorativa già nel 1933.
La sua opera, spesso silenziosa ed esigente, invita a osservare come figura, spazio e simbolo possano assemblarsi senza ridursi a un racconto univoco.