Max von Mühlenen
Nata nel 1903.
Muore nel 1971.
Max von Mühlenen (1903–1971) fece del colore un campo di sperimentazione e di trasmissione. Nato a Berna, studiò nelle scuole d’arte e mestieri di Berna e Zurigo prima di partire per Parigi nel 1924. Frequentò i corsi dell’Académie Julian e quelli di André Lhote, per poi lavorare diversi anni in Francia.
Insieme a Tonio Ciolina, Albert Lindegger e Hans Seiler, nel 1931 fondò nel Midi il gruppo d’avanguardia Der Schritt weiter. Il paesaggio era allora un tema essenziale, ma divenne progressivamente il luogo in cui forma e colore potevano liberarsi.
Al suo ritorno a Berna, von Mühlenen aprì nel 1940 una propria scuola di pittura. Nel 1964 essa fu integrata nella scuola di arti applicate, dove l’artista insegnò fino alla morte. Tra i suoi allievi figurava Franz Gertsch.
Questa attività pedagogica accompagnò un’opera che va dalla rappresentazione all’astrazione, dalla costruzione geometrica a una pittura più gestuale. I suoi paesaggi del Vallese e dei dintorni di Berna mostrano come il motivo possa dissolversi in superfici colorate, prima che il colore e la pennellata prendano il sopravvento. La sua teoria del «rosso spaziale» attribuisce al rosso una forza propria nel creare lo spazio, mentre il blu resta, secondo lui, più legato all’oggetto.
Von Mühlenen lavorò anche al di fuori dei limiti del quadro: vetrate, affreschi, sgraffiti e decorazioni integrano l’arte nell’architettura. Il suo ciclo di Teseo, realizzato all’Università di Berna a partire dal 1945, ricorda questa ambizione pubblica. I due fondi della sua opera conservati da ArchivArte e dalla ART-Nachlassstiftung hanno permesso una nuova presentazione d’insieme nel 2024–2025.
Vi ritroviamo un artista per il quale dipingere significava mettere continuamente alla prova ciò che il colore può rendere visibile.