Jean Roll
Nato a Ginevra (Svizzera) nel 1921.
Muore a Mies (Svizzera) nel 2015.
Svizzero · Pittura figurativa svizzera della scuola ginevrina · natura morta o « natura silenziosa », strutturata dal rigore geometrico, dalle trasparenze e da un realismo poetico.
Il pittore figurativo svizzero Jean Roll, legato alla scuola ginevrina, sviluppa un’opera fondata sulla precisione del disegno, sull’equilibrio delle forme e su una luce volutamente trattenuta. Fedele alla rappresentazione, conferisce tuttavia alle sue composizioni una modernità spoglia, costruita attraverso la geometria, una profondità misurata e sottili effetti di trasparenza.
Nel 1943 lavora nel Vallese presso Paul Monnier, che lo accoglie nel proprio atelier e gli trasmette la sua esperienza nell’arte religiosa e decorativa. Questo apprendistato prosegue in una pratica particolarmente ampia: parallelamente alla pittura da cavalletto, Roll concepisce scenografie teatrali, mosaici, affreschi, arazzi e opere integrate nell’architettura. Sono documentati in particolare i suoi cartoni per gli altari laterali della chiesa di Cristo Re a Petit-Lancy, la commissione per il rosone della chiesa Sainte-Thérèse e la vetrata Vierge à l’Enfant della cappella Sainte-Bernadette a Laconnex.
A partire dal 1952 insegna per oltre tre decenni all’École des beaux-arts et des arts décoratifs de Genève. Questa lunga attività didattica accompagna una carriera espositiva regolare e un impegno duraturo nelle reti artistiche regionali. Nel 1973 soggiorna per un anno presso l’Istituto svizzero di Roma, ampliando un percorso già alimentato da numerose presentazioni in Svizzera.
Partecipa all’Exposition suisse des beaux-arts di Berna nel 1951, espone a Sciaffusa nel 1960 con gli otto artisti ginevrini del Groupe des Corps-Saints e figura al Musée Rath nelle manifestazioni Groupe 68 e Artistes de Genève, 1980 : la peinture. Nel 1983 prende inoltre parte a L’Objet événement artistique alle Halles de l’Île. Le retrospettive organizzate a Champéry e a Clarens-Montreux nel 2017 hanno poi permesso di considerare l’insieme della sua produzione nell’arco di un lungo periodo.
La componente più caratteristica della sua pittura risiede nelle nature morte, per le quali preferiva l’espressione «natures silencieuses». Uova, sfere di vetro, piume, conchiglie, libri, vasi, metronomi e obelischi abitano spazi sobri, concepiti come piccoli teatri dell’immobilità. La precisione quasi tattile degli oggetti non esclude mai il mistero: attraverso i riflessi, i contrasti e gli intervalli vuoti, Roll trasforma la presenza quotidiana delle cose in una meditazione sul tempo e sul silenzio.
Gli oli Nature morte, Le Jour de Gloire, Ainsi font-ils e Le Mariage Secret prolungano questo universo all’interno di questo corpus.
Le opere di Jean Roll presentate da Swiss Art Gallery prolungano questo percorso artistico e si inseriscono pienamente in questo corpus.
















