Gustave Buchet
Nato a Étoy (Svizzera) nel 1888.
Muore a Lausanne (Svizzera) nel 1963.
Svizzera · Avanguardie svizzere · futurismo, postcubismo e purismo · astrazione geometrica e ritorno alla figurazione.

Gustave Buchet (15 giugno 1888, Etoy — 14 luglio 1963, Losanna) fu un artista il cui percorso colloca le sue ricerche al centro delle avanguardie della prima metà del XX secolo; la sua evoluzione stilistica, documentata dalle fonti, lo conduce dal futurismo a una pittura piana e geometrica spesso accostata al postcubismo e al purismo.
Formatosi alla Scuola di Belle Arti di Ginevra, compie un primo soggiorno a Parigi nel 1910–1911 e vi ritorna durante la Prima guerra mondiale (1916–1917), periodo nel quale frequenta l’Académie de la Grande Chaumière. Nel 1920 si stabilisce definitivamente a Parigi, dove concentra la maggior parte della propria attività fino al 1939, esponendo in particolare nell’ambito della Section d’Or a Parigi, Bruxelles, Amsterdam e Ginevra.
Rientrato sulla scena svizzera, nel 1915 partecipa con Maurice Barraud alla fondazione del gruppo Le Falot, formazione esplicitamente schierata contro l’arte hodleriana. Prende inoltre parte a importanti manifestazioni collettive del suo tempo, come l’esposizione internazionale L’Art d’aujourd’hui del 1925, in un percorso che condurrà alla riscoperta postuma della sua opera.
Segnato inizialmente dal futurismo, Buchet sviluppa in seguito composizioni dominate dalla planarità e dalla geometria, accostate dalle fonti al postcubismo di Fernand Léger e al purismo sostenuto da Le Corbusier e Amédée Ozenfant. La sua attività è poliedrica: oltre alla pittura, si dedica alle arti applicate e all’illustrazione, fonda una casa di moda, concepisce progetti per la pubblicità e il teatro (scene e costumi) e realizza sculture, comprese opere in gesso dipinto a olio e lavori che uniscono scultura e pittura.
La guerra lo costringe a rientrare in Svizzera nel 1939; stabilitosi a Losanna, nel 1954 riceve un incarico pubblico per due mosaici destinati alla caserma dei pompieri.
Dalla metà degli anni Cinquanta, le fonti rilevano una crescente predominanza del colore nei suoi dipinti, segno di una tarda evoluzione formale. Poco visibile durante la sua vita, la sua opera è oggetto di una mostra postuma nel 1963 e, a partire dagli anni Settanta, suscita una rinnovata attenzione da parte del mercato e dei collezionisti.
Le opere di Gustave Buchet presentate da Swiss Art Gallery prolungano questo percorso artistico e si inseriscono pienamente in questo corpus.



