Gustave Buchet
Nato a Étoy (Svizzera) nel 1888.
Muore a Lausanne (Svizzera) il 14 luglio 1963.
Svizzera · Avanguardie svizzere · futurismo, postcubismo e purismo · astrazione geometrica e ritorno alla figurazione.
Formatosi all’École des beaux-arts di Ginevra, Gustave Buchet si affermò fra le figure più singolari delle avanguardie svizzere del primo Novecento. I soggiorni parigini del 1910–1911 e del 1916–1917, durante i quali frequentò l’Académie de la Grande Chaumière, orientarono la sua ricerca verso le nuove possibilità del cubismo e del futurismo. A Ginevra contribuì inoltre alla fondazione del gruppo Le Falot con, fra gli altri, Maurice Barraud.
Dopo un breve passaggio nell’orbita dadaista, Buchet si stabilì a Parigi nel 1920 e partecipò alle attività della Section d’Or. La sua pittura si fece allora piana, costruita e geometrica, in dialogo con il postcubismo di Fernand Léger e con il purismo sostenuto da Le Corbusier e Amédée Ozenfant. L’artista estese parallelamente il proprio campo d’azione alla scultura, alle arti applicate, alla pubblicità, alla moda e al teatro.
Le mostre personali alla Galerie Mantelet nel 1926 e alla Galerie Zak nel 1929 segnarono i primi riconoscimenti parigini. Nel corso degli anni Trenta la sua ricerca tornò gradualmente alla figura e al dato naturale; dal 1939, stabilitosi a Losanna, elaborò un linguaggio più libero, sensibile alla trasparenza, alla luce e, negli ultimi dipinti, alla preminenza del colore. La retrospettiva del 1958 al Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna e quella del 2022, Gustave Buchet : Accusé de peindre, hanno restituito l’ampiezza di un percorso che unisce pittura, scultura e arti decorative.
Le sue opere sono conservate, tra l’altro, dal Musée cantonal des Beaux-Arts di Losanna e dal Museum of Modern Art di New York. La Composizione astratta a olio presentata da Swiss Art Gallery si inscrive in questo corpus.
