Gustave Buchet · 3 min di lettura
Gustave Buchet: una Deposizione nel sepolcro futurista al Concours Diday
Nel 1918, Gustave Buchet presenta al Concours Diday un’interpretazione futurista della Deposizione nel sepolcro. L’opera suscita polemiche e ottiene il quarto premio ex aequo. Nel 1919, la sua prima mostra personale conferma la sua posizione di capofila del futurismo.
Pubblicato il 21 settembre 2026
Nel 1918, Gustave Buchet presenta la sua Deposizione nel sepolcro al Concours Diday, a Ginevra. La sua interpretazione futurista suscita polemiche — o, secondo la Fondation Gustave Buchet, «un certo scalpore» — e riceve il quarto premio ex aequo. Le fonti attestano questi due fatti senza precisare le reazioni individuali del pubblico né le intenzioni della giuria.
Buchet è allora di ritorno da un secondo soggiorno a Parigi, compiuto nel 1916-1917. Formatosi all’École des beaux-arts de Genève, a Parigi frequenta l’Académie de la Grande Chaumière e i corsi liberi dell’Académie Colarossi. Stringe amicizia con Ossip Zadkine, che lo introduce al cubismo e al futurismo, e si appassiona alla rappresentazione del movimento, del ritmo e del dinamismo.
Tornato in Svizzera, prosegue queste ricerche. Fin dal 1918 adotta il principio della «continuità dello spazio», che avvicina i personaggi all’ambiente circostante e li fa compenetrare. In Danzatrice in movimento, conservata al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne, costruisce la composizione mediante piani colorati, curve e controcurve. Il museo sottolinea l’influenza dell’orfismo di Robert e Sonia Delaunay e l’uso della spirale per rendere percepibile lo spostamento della danzatrice.
Anche la Deposizione nel sepolcro risale al 1918. Questo olio su tela di 146 per 116 centimetri è conservato al Musée d’art et d’histoire de Genève. Il museo lo ha acquistato nel 1965. Le fonti lo indicano esplicitamente come un’opera futurista e lo ricollegano alle ricerche di Buchet sul ritmo e sul movimento.
Commento — Il contrasto costitutivo dell’episodio risiede nei termini stessi adottati dalle fonti: Buchet sottopone una Deposizione nel sepolcro a un’interpretazione futurista. La polemica e il quarto premio ex aequo possono essere riferiti insieme, ma non consentono di ricostruire le intenzioni della giuria né di definire questo riconoscimento come un riconoscimento esitante.
Nel 1919, Buchet presenta due mostre personali al Salon Néri di Ginevra e fonda il movimento futurista A+D. Il Musée cantonal des Beaux-Arts indica che la sua prima mostra personale conferma la sua posizione di capofila del futurismo. Le fonti, tuttavia, non presentano né queste mostre né la fondazione di A+D come conseguenze dirette della controversia del 1918.
Dopo una breve partecipazione a Dada-Genève, Buchet si stabilisce a Parigi nel marzo 1920. Invitato da Alexander Archipenko, partecipa alla mostra itinerante della seconda Section d’Or. Abbandona allora il futurismo a favore di una pittura piana e geometrica, vicina al postcubismo di Fernand Léger e al purismo sostenuto da Le Corbusier e Amédée Ozenfant.
Commento — La Deposizione nel sepolcro documenta così un momento preciso del percorso di Buchet: quello delle sue ricerche futuriste ginevrine nel 1918. L’opera suscita scalpore, ottiene un premio al Concours Diday ed entra nel 1965 nelle collezioni del Musée d’art et d’histoire de Genève. Il riconoscimento duraturo del posto occupato da Buchet in seno alle avanguardie storiche interviene, secondo la sua fondazione, soltanto a metà degli anni Settanta.
Fonti e approfondimenti
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Guide de visite Gustave Buchet. Accusé de peindre ↗
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Danseuse en mouvement ↗
- Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne — Dossier de presse Gustave Buchet. Accusé de peindre ↗
- Fondation Gustave Buchet — Œuvre ↗
- Fondation Gustave Buchet — Biographie ↗
- Musée d’art et d’histoire de Genève — Rapport d’activité 2022 ↗

