Franz Gertsch
Nato nel 1930.
Muore nel 2022.
Franz Gertsch (1930–2022) ha conferito all’immagine fotografica una presenza pittorica monumentale. Si forma a Berna con Max von Mühlenen (1947–1950), quindi con Hans Rudolf Schwarzenbach (1950–1952). Esplora il disegno, l’incisione, il collage e la Pop art prima di rivolgersi, nel 1969, a grandi dipinti realistici.
Salvo rare eccezioni, lavora a partire da fotografie proprie, trasformate in diapositive e proiettate sulla tela. Il suo primo grande dipinto di questo indirizzo, Huaa...! (1969), si ispira tuttavia a un’immagine pubblicata su una rivista: fin dall’inizio, la fotografia è per lui uno strumento di composizione più che un fine in sé.
Le sue scene familiari e i suoi ritratti di gruppo degli anni Settanta colgono gli ambienti artistici e musicali del loro tempo. Medici (1971–1972), presentato alla documenta 5 di Cassel, gli procura un riconoscimento internazionale. Negli anni Ottanta Gertsch realizza ritratti individuali, tra cui cinque di Patti Smith (1978–1979), seguiti da serie dedicate a Johanna e Silvia.
La posa e la luce trasformano questi modelli in presenze durature, senza cancellare il loro radicamento in un’epoca e in un preciso ambiente sociale.
Nel 1986 abbandona provvisoriamente la pittura per elaborare una singolare tecnica di incisione su legno: con un coltello incide punti e piccole intaccature in pannelli di tiglio di grandissimo formato. Stampate su carta giapponese, queste immagini figurative si costruiscono attraverso una trama che, osservata da vicino, appare quasi astratta. Dopo il ritorno alla pittura nel 1994, le erbe e i paesaggi acquistano maggiore importanza: Gräser I–IV (1995–1999) e il trittico inciso Das grosse Gras (1999–2001) proseguono questa attenzione per la natura.
Il Museum Franz Gertsch, inaugurato a Berthoud nel 2002, presenta la sua opera, mettendo in relazione pittura, fotografia e stampa senza rinunciare alla lentezza dello sguardo.









