Ferdinand Hodler
Nato nel 1853.
Muore nel 1918.
Svizzero
Ferdinand Hodler (1853–1918) è uno dei più importanti pittori svizzeri della fine del XIX secolo. Dopo un apprendistato presso il paesaggista Ferdinand Sommer a Thun, nel 1872 si stabilì a Ginevra. Qui copiò opere di paesaggisti e, dal 1873 al 1877, seguì l’insegnamento di Barthélemy Menn all’École de figure.
Questa formazione alimentò una pratica che riuniva paesaggi, ritratti, scene di genere e composizioni storiche.
Hodler attribuisce un ruolo centrale alla figura umana, tornando tuttavia regolarmente al paesaggio, in particolare alle rive del Lago Lemano. La Nuit, dipinta nel 1889–1890, segna una tappa importante: la sua esposizione fu rifiutata a Ginevra nel 1891 per motivi di moralità, prima che l’opera fosse presentata a Parigi. Il dipinto mette in scena figure addormentate attorno a un personaggio colto dalla presenza della morte.
Il contrasto tra i corpi, lo sfondo scuro e la composizione organizzata preannuncia diverse delle principali preoccupazioni dell’artista.
Nel 1897, nella conferenza «La mission de l’artiste», Hodler espone l’idea del «parallelismo». Osservando le regolarità della natura e gli atteggiamenti umani, ricerca nei suoi dipinti ritmi organizzati dalla simmetria, dalle ripetizioni e dalle linee orizzontali o verticali. Questo principio attraversa i generi: struttura tanto un paesaggio montano quanto un gruppo di personaggi o una scena storica.
Non si tratta di copiare ogni dettaglio della realtà, ma di farne emergere un ordine sensibile e una forma semplificata.
Le grandi composizioni Die Nacht, Eurythmie e Les âmes déçues entrarono nelle collezioni del Kunstmuseum Bern nel 1901. I suoi paesaggi tardi del Lago Lemano, dipinti negli ultimi anni a Ginevra, mostrano quanto il suo sguardo sulla natura resti legato a questa ricerca del ritmo e dell’intensità. La sua opera fa evolvere la rappresentazione realistica verso una pittura simbolista costruita, nella quale il paesaggio e l’esperienza umana rimangono legati.









