Emil Zbinden
Nata nel 1908.
Muore nel 1991.
Una porta, un attrezzo, il volto di un lavoratore: Emil Zbinden conferisce alle cose ordinarie una presenza che trattiene lo sguardo. Artista svizzero nato nel 1908 e morto nel 1991, sviluppa principalmente un’opera di incisore e disegnatore, attenta tanto agli abitanti delle campagne quanto al mondo industriale. Il bianco e il nero diventano i mezzi di un’osservazione sensibile, spesso sostenuta da una spiccata coscienza sociale.
Tipografo di formazione, Zbinden prosegue la propria formazione artistica in Germania, in particolare presso l’Accademia di arti grafiche di Lipsia. Il clima politico che precede l’ascesa dei nazisti al potere lo induce a tornare a Berna. Lavora quindi per la Büchergilde Gutenberg: a partire dal 1936 realizza più di novecento illustrazioni e lavori tipografici per i sedici volumi delle opere di Jeremias Gotthelf.
Questo insieme contribuisce in larga misura al suo riconoscimento come incisore su legno.
Le sue immagini propongono più di una traduzione letterale del racconto. In Uli der Pächter, pubblicato dalla Büchergilde nel 1943, una porta incisa apre simbolicamente l’accesso al libro. Oggetti, materiali e spazi familiari permettono al lettore di entrare nella quotidianità dei personaggi.
La serie Verdingbuben, dedicata ai bambini collocati presso famiglie e sfruttati come forza lavoro, conferisce una portata critica alla presenza fisica del legno stampato.
Accanto alle commissioni di illustrazione, Zbinden porta avanti una produzione autonoma: disegni, stampe, acquerelli e tempere affrontano paesaggi, cantieri e figure umane. La sua opera non si limita dunque né al libro né al solo bianco e nero. Dal 2012 i suoi archivi grafici sono conservati presso la Biblioteca nazionale svizzera.
Per scoprire Zbinden, talvolta è necessario avvicinarsi: una trama di intagli, una grana della superficie o un contrasto rivelano l’attenzione dedicata al soggetto. La precisione del gesto invita così a guardare diversamente vite e luoghi che potremmo attraversare senza vederli.









