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Giornale della galleria

Albert Anker · 5 min di lettura

Come uno scettro diventò una conocchia

La regina Berta di Anker insegna a filare, ma questa celebre immagine appartiene a una lunga costruzione della memoria. Dietro la conocchia c'è un'antica rilettura di uno scettro; davanti al quadro, una sottoscrizione pubblica prolunga la forza della leggenda.

Pubblicato il 3 ottobre 2026

E se la conocchia fosse stata inizialmente uno scettro? Davanti alla Regina Berta e le filatrici, dipinta nel 1888 da Albert Anker, questa domanda cambia subito lo sguardo. La regina insegna un gesto artigianale a giovani ragazze, ma la sua associazione con la filatura non poggia sul racconto documentato di una lezione medievale. Il Museo nazionale svizzero racconta come si sia formata una figura della memoria, in particolare a partire dalla rilettura di un sigillo. Il dipinto arriva al termine di questa lunga trasformazione, con una scena abbastanza familiare da far dimenticare la sua strana origine.

Lo storico Kurt Messmer descrive un testamento attribuito a Berta, fabbricato all'inizio del XII secolo, molto dopo la sua vita. Sul sigillo di una versione conservata a Losanna, porta uno scettro ornato di gigli. Nel XVII secolo un'interpretazione propone di riconoscervi una conocchia. Da qui si sviluppa l'immagine di una sovrana pia e laboriosa. Non è Anker a falsificare una fonte. Il pittore riceve una tradizione già ampiamente consolidata e la trasforma a sua volta in un'immagine capace di incontrare il pubblico del suo tempo.

Osservazione dell'opera — Nella riproduzione del MCBA, la regina è seduta, vestita di blu, in mezzo a quattro ragazze. Una sta direttamente davanti a lei con una conocchia; le altre occupano la sinistra e la destra. Le mani sono particolarmente leggibili sul fondo chiaro della parete. Un cesto di fibre compare in basso e dei fiori rosa vicino all'angolo superiore destro. Il gruppo occupa quasi tutta la larghezza del quadro. Tuttavia le figure non mostrano tutte la stessa vicinanza a chi insegna.

Anker dipinge un apprendimento anziché un'impresa regale. Il MCBA insiste sulla differenza fra questa scena di genere e un episodio storico accertato della vita di Berta. Le ragazze non sono allineate nello stesso gesto. Alcune manipolano il filo, una riceve un aiuto più diretto, un'altra resta in disparte. Si possono seguire queste distanze nell'immagine senza attribuire parole o pensieri. La varietà visibile dà alla trasmissione una forma concreta: imparare qualcosa non colloca automaticamente tutti gli allievi nello stesso punto né nello stesso momento.

La filatura manuale assume anche un significato particolare alla fine dell'Ottocento, segnata dalle filande e dallo spostamento del lavoro artigianale. Il museo legge la pittura come una valorizzazione della trasmissione, legata in particolare alle idee pedagogiche di Pestalozzi. Il quadro può dunque guardare al passato e al contempo rivolgere una domanda al presente di Anker. Una regina leggendaria presta il proprio prestigio a un sapere ordinario. La grandezza del soggetto non poggia su segni di conquista; si concentra su un gesto accompagnato dall'adulta e che le giovani mani cercano di padroneggiare.

La pittura trova sostegno oltre l'atelier. Viene acquistata per il museo nel 1890 grazie a una sottoscrizione pubblica. Questa scelta rivela l'adesione a un'immagine che alcune persone desiderano rendere disponibile in una collezione comune. La sottoscrizione non dimostra che ogni donatore condividesse esattamente la stessa lettura. Stabilisce un fatto più semplice: il quadro ha suscitato una volontà collettiva di conservarlo. Attorno a una scena di trasmissione si forma un altro gruppo, composto questa volta da chi contribuisce al suo ingresso in un museo.

L'immagine continua poi ad alimentare la memoria popolare. Il Museo nazionale conserva una cartolina del 1899 che riprende il gruppo ispirato ad Anker e vi associa la chiesa abbaziale di Payerne e un sigillo. Il dipinto e il documento antico si trovano riuniti in una nuova rappresentazione. Questo accostamento può dare un'impressione di evidenza storica a ciò che appartiene in realtà a più periodi. Il piccolo oggetto stampato mostra così la forza del quadro: una scena creata nell'Ottocento aiuta ormai a raffigurare una regina medievale per sguardi che non risaliranno necessariamente alle fonti.

Davanti all'opera, conoscere questa storia non impedisce di essere toccati dai gesti. Permette di tenere insieme la loro bellezza e il percorso della memoria che ha dato loro una regina. Anker non ha ritrovato una lezione di filatura perduta nel passato; ha dato forma viva a una tradizione. Il risvolto finale si trova nell'oggetto centrale. Una conocchia collega oggi la sovrana ai bambini, mentre un tempo uno scettro aveva contribuito alla costruzione di questa immagine. Il quadro parla di trasmissione e la sua storia ricorda che le immagini trasmettono anche le proprie trasformazioni.

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