Teruko Yokoi
Nata nel 1924.
Muore nel 2020.
Teruko Yokoi (1924–2020) sviluppò una pittura in cui l’esperienza della natura incontra le possibilità dell’astrazione. Nata in Giappone e stabilitasi definitivamente a Berna, costruì il proprio linguaggio nel corso di un percorso che collega Tokyo, San Francisco, New York, Parigi e la Svizzera. Il colore vi esprime atmosfere, mentre le forme conservano talvolta l’eco di fiori o di paesaggi stagionali.
Dopo i primi studi in Giappone, nel 1949 si recò a Tokyo. Il soggiorno presso la California School of Fine Arts di San Francisco accompagnò un’evoluzione verso l’astrazione. A New York, dove si stabilì nel 1955, studiò con Hans Hofmann e successivamente all’Art Students League.
Queste esperienze la misero a contatto con le ricerche che stavano rinnovando la pittura del dopoguerra.
Dopo un periodo a Parigi, Yokoi si stabilì a Berna nel 1962. Proseguì un’opera personale attraverso la pittura a olio, la tempera all’uovo, l’acquerello e la litografia. La varietà di queste tecniche apre diverse possibilità materiche e cromatiche, al servizio di una sensibilità attenta ai ritmi della natura.
Il suo percorso permette di affrontare gli scambi tra tradizione giapponese e astrazione moderna senza ridurre la sua opera a un’unica origine. La mostra Tokyo–New York–Paris–Bern, presentata al Kunstmuseum Bern nel 2020, ha messo in luce in modo particolare gli anni di ricerca che vanno dagli anni Cinquanta ai primi anni Settanta. Ha valorizzato la sperimentazione e la perseveranza di un’artista confrontata con gli ostacoli legati alla propria epoca, alla propria origine e alla propria condizione di donna.
Yokoi ottenne la cittadinanza svizzera nel 1991. In seguito, a Ena e a Fuji furono aperti due musei giapponesi dedicati alla sua opera. Per entrare nella sua pittura, ci si può lasciare guidare dalle tensioni tra movimento ed equilibrio: la composizione accoglie un’impressione di stagione, per poi trasformarla in un’esperienza visiva autonoma.









