Richard Paul Lohse
Nata nel 1902.
Muore nel 1988.
Una griglia di colori può sembrare immobile; in Richard Paul Lohse diventa un campo di relazioni in movimento. La sua opera esplora il modo in cui un’organizzazione rigorosa possa produrre esperienze visive sempre rinnovate.
Formatosi nel disegno pubblicitario presso l’atelier di Max Dalang, Lohse si affermò come grafico indipendente nel 1930. Nel 1937 partecipò alla fondazione dell’associazione di artisti Allianz. Accanto a Max Bill, Camille Graeser e Verena Loewensberg, appartenne al nucleo dei concretisti zurighesi, sviluppando al contempo un metodo proprio.
Dopo gli esordi figurativi e astratti, adottò progressivamente un vocabolario geometrico. Negli anni Quaranta, le sue ricerche assunsero la forma di ordini modulari e seriali. Gli elementi si ripetono, si articolano o cambiano posizione secondo principi definiti.
I colori non servono più a descrivere un oggetto: le loro vicinanze, opposizioni e sequenze costituiscono il soggetto stesso dell’immagine.
Il dipinto si presenta così come un insieme privo di una gerarchia imposta tra figura e fondo. Questa organizzazione trova un prolungamento nelle convinzioni sociali dell’artista, per il quale la riflessione estetica non è separabile dalle condizioni della vita collettiva. La sua attività di grafico e il suo lavoro editoriale, in particolare intorno a Bauen + Wohnen e Neue Grafik, partecipano alla stessa ricerca di chiarezza.
Il riconoscimento internazionale accompagnò questo percorso, con la sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1972 e a documenta 7 nel 1982. Per scoprire Lohse, si può scegliere un colore e seguirne gli spostamenti nella composizione. A poco a poco, le ripetizioni rivelano le loro differenze: la regola dà origine a un ritmo, e lo sguardo fa esperienza delle sue possibilità.

