Pietro Chiesa
Nato nel 1876.
Muore nel 1959.
Pietro Chiesa nasce a Sagno nel 1876 in una famiglia di pittori. Si forma all’Accademia di Brera a Milano sotto la guida di Giuseppe Mentessi e frequenta l’atelier di Adolfo Feragutti Visconti. Il suo percorso si sviluppa tra la Lombardia e il Ticino, in un dialogo costante tra le due culture visive.
Con Quiete, presentato all’Esposizione universale di Parigi del 1900 e premiato con una medaglia, ottiene un precoce riconoscimento. Partecipa regolarmente alla Biennale di Venezia dal 1901 e nel 1917 torna a vivere in Svizzera.
I suoi primi dipinti accordano un posto di rilievo alle questioni sociali. L’artista insegna nell’ambito della Società Umanitaria di Milano, mentre il suo linguaggio pittorico attraversa il simbolismo, le ricerche sul colore diviso e l’Art nouveau. Progressivamente, il ritratto, le scene di vita familiare e i soggetti religiosi o allegorici assumono una nuova importanza.
Negli anni Venti e Trenta, la sua pittura murale ricerca forme più sintetiche e una composizione leggibile alla scala dell’architettura. L’Emigrante, realizzato per la stazione ferroviaria di Chiasso, e l’affresco Vita ticinese, concepito per l’Esposizione nazionale di Zurigo del 1939, inseriscono questa ambizione negli spazi pubblici.
Chiesa continua tuttavia a tornare ai volti e ai gesti familiari. Accanto alle grandi composizioni, i suoi ritratti e le scene di genere offrono una misura più intima della sua pittura. Illustra inoltre dei libri, in particolare le poesie del fratello Francesco.
Questa ampiezza, dalla tela all’affresco e dall’Italia alla Svizzera, chiarisce il suo ruolo nell’arte ticinese della prima metà del XX secolo. Il Museo d’arte di Mendrisio conserva il suo fondo di opere e archivi e nel 2004 gli ha dedicato una retrospettiva. Chiesa muore a Sorengo nel 1959.









