Paul Robert
Nato nel 1851.
Muore nel 1923.
Secondo le fonti, Léo-Paul Robert si distingue per l’ambivalenza della sua opera, divisa tra progetti decorativi di grande portata e una pratica naturalistica dal vero: compone decorazioni murali e mosaici per luoghi pubblici, realizzando al contempo centinaia di acquerelli di insetti e uccelli e illustrando opere di storia naturale.
Formatosi tra il 1869 e il 1874 presso accademie di Belle Arti a Monaco, Firenze e Parigi, proviene da una famiglia di artisti di Le Locle — è figlio di Aurèle Robert e nipote di Léopold Robert — e nel 1877 sposa Berthe de Rutté, dalla quale ha dieci figli.
Dopo gli studi divide la propria attività tra Parigi e la Svizzera, venendo descritto come uno degli artisti svizzeri più in vista a Parigi; nel 1877 espone al Salon, dove riceve una medaglia d’oro per Les Zéphyrs d’un beau soir (oggi conservato al Musée d’art et d’histoire de Neuchâtel).
Una crisi personale lo porta a interrompere la pittura tra il 1883 e il 1885 — periodo durante il quale soggiorna in Palestina (1883–1884) —; nel 1885 ritorna alla pittura orientandosi verso un’arte di ispirazione religiosa e intraprende la decorazione della tromba delle scale del Musée des beaux-arts de Neuchâtel. Il progetto comprende tre grandi dipinti murali marouflé, realizzati nell’arco di un lungo periodo (il lavoro è distribuito su otto anni, con tele datate 1886–1893 conservate al Musée d’art et d’histoire de Neuchâtel).
Parallelamente a queste commissioni locali, realizza opere pubbliche di grandi dimensioni — fra cui un mosaico monumentale per la facciata del Musée d’histoire di Berna (1897, eseguito da Clément Heaton) e la decorazione della scala dell’ex Tribunal fédéral di Losanna, completata nel 1905 — e fa parte di organismi artistici ufficiali quali la Commission fédérale des beaux-arts (1891–1897) e la commissione della fondazione Gottfried-Keller (1894–1918).
Sul piano del riconoscimento internazionale, espone il paesaggio Premier printemps (datato 1881) al Salon internazionale di Berlino nel 1896, dove l’opera riceve una medaglia d’oro; questo dipinto (olio su tela, 158 × 202 cm) è conservato al Musée d’art et d’histoire de Neuchâtel.
