Max Bill
Nata nel 1908.
Muore nel 1994.
Un colore, una proporzione, una superficie continua: nell’opera di Max Bill, gli elementi più semplici aprono un campo di sperimentazione. Nato a Winterthur nel 1908 e morto a Berlino nel 1994, fu al tempo stesso pittore, scultore, architetto, grafico, designer e teorico. Questa pluralità esprime una ricerca comune: dare una forma sensibile a relazioni concepite con precisione.
Dopo una formazione come orafo a Zurigo, studiò al Bauhaus di Dessau dal 1927 al 1929, in particolare con Josef Albers, Wassily Kandinsky e Paul Klee. In seguito si stabilì a Zurigo, partecipò agli scambi internazionali dell’avanguardia e divenne una figura centrale dell’arte concreta. In questo approccio, l’opera si costruisce a partire dai propri mezzi — linee, colori, volumi — anziché attraverso la trasformazione di un motivo osservato.
Per Bill, la matematica costituisce una risorsa creativa. Rapporti, variazioni e continuità offrono principi di organizzazione che lo sguardo sperimenta direttamente. Le sue sculture esplorano in particolare forme affini al nastro di Möbius, la cui superficie sembra proseguire senza interruzione.
Il movimento dello spettatore diventa così essenziale per comprendere il volume.
Questa attenzione alle relazioni tra forma ed esperienza attraversa anche i suoi oggetti e la sua architettura. Cofondatore della Hochschule für Gestaltung di Ulm, di cui progettò gli edifici e divenne il primo rettore, negli anni Cinquanta Bill sostenne una formazione capace di associare più discipline. Le sue ricerche nel design comprendono quadranti per Junghans e lo sgabello di Ulm, progettato insieme a Hans Gugelot.
Nel 1993 fu insignito del Praemium Imperiale per la scultura; lascia un’opera in cui rigore intellettuale e piacere visivo si incontrano. Per osservare una composizione di Bill, si può seguire un colore, confrontare le dimensioni o cercare una regola di trasformazione: la struttura diventa progressivamente visibile, senza esaurire le sensazioni che produce.
