Mai-Thu Perret
Nata nel 1976.
Mai-Thu Perret è un'artista multidisciplinare di origine franco-vietnamita, la cui formazione letteraria costituisce il punto di partenza di una pratica che articola scrittura, scultura, performance e installazione; dal 1999 sviluppa in particolare un progetto narrativo di lunga durata intitolato The Crystal Frontier.
Il suo percorso accademico comprende un bachelor in letteratura inglese conseguito nel 1997 presso l'Università di Cambridge e la partecipazione al Whitney Independent Study Program di New York tra il 2002 e il 2003.
Secondo la documentazione consultata, a partire dal 2016 prende le distanze da The Crystal Frontier per concentrarsi su altri progetti narrativi.
La logica narrativa di Perret si traduce in oggetti e figure: nell'ambito di The Crystal Frontier e oltre, ha realizzato sculture che riprendono e trasformano modelli esistenti — come Autoprogettazione I (2011), che riutilizza il design di un tavolo di Enzo Mari — e serie di figure femminili a grandezza naturale assemblate in materiali misti (ceramica, vimini, cartapesta, lattice, bronzo, acciaio, tessili), quali Les Guérillères X/XII (2016).
Altre installazioni recenti esplorano messe in scena di oggetti ed esseri: la presentazione intitolata Othermothers associava personaggi in ceramica, uccelli di vetro e nuvole di carta, e una ceramica intitolata Push Open Emptiness and Listen to the Sound compare nella documentazione della mostra.
I materiali impiegati variano frequentemente all'interno di una medesima opera, combinando tecniche tradizionali della ceramica e procedimenti industriali o artigianali per produrre figure spesso antropomorfe o performative.
La dimensione performativa occupa un posto ricorrente nel suo lavoro: nel 2011 concepisce, in collaborazione con Laurence Yadi, la coreografia Love Letters in Ancient Brick allo Swiss Institute / Contemporary Art New York, e nel 2014 presenta Figures alla Biennale de l'Image en Mouvement di Ginevra, uno spettacolo che integra un burattino a grandezza naturale.
Il suo lavoro è stato presentato a livello internazionale dall'inizio degli anni 2000, in luoghi tanto diversi quanto la Renaissance Society (Chicago), Spike Island (Bristol), il Nasher Sculpture Center (Dallas), lo Swiss Institute (Roma) e il MAMCO (Ginevra), quest'ultimo avendole dedicato una retrospettiva dal 10 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019.
Le fonti indicano inoltre la presenza di opere in collezioni pubbliche, in particolare al Museum of Modern Art (MoMA) di New York e al San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA).
Parallelamente alla sua pratica, insegna alla HEAD – Genève dal 2008.
La documentazione espositiva consultata menziona presentazioni e prestiti «courtesy the artist and Simon Lee Gallery, London / Hong Kong», indicando una relazione di rappresentanza o di prestito commerciale in determinati contesti espositivi.
La produzione critica ed editoriale intorno alla sua opera comprende la monografia Mai‑Thu Perret : land of crystal (JRP/Ringier, 2008, coedita con Christoph Keller) e uno studio monografico di Arielle Bier pubblicato da Phaidon nel 2017.
L'insieme delle fonti consultate presenta una pratica nella quale la letteratura e la narrazione strutturano dispositivi plastici, performativi ed editoriali che articolano racconti fittizi e oggetti concreti.