Leo Leuppi
Nato nel 1893.
Muore nel 1972.
Leo Leuppi (1893–1972) occupa una posizione singolare nell’avanguardia svizzera: esplora le forme dell’astrazione creando al contempo spazi collettivi nei quali possano incontrarsi approcci diversi. Nato e morto a Zurigo, il pittore, grafico e scultore contribuisce allo sviluppo dell’arte moderna nella città. Nel 1936, la mostra «Zeitprobleme in der Schweizer Malerei und Plastik» al Kunsthaus Zürich pone in particolare il suo lavoro al centro di una riflessione sulle nuove vie della pittura e della scultura svizzere.
L’anno seguente fonda con Richard Paul Lohse l’Allianz, associazione di artisti moderni della quale diventa presidente.
La sua ricerca sfugge a un’unica formula. Alla fine degli anni Trenta, Leuppi definisce le sue composizioni «concrétions». Le opere realizzate tra il 1935 e il 1950 ordinano forme geometriche secondo equilibri attentamente costruiti; conservano tuttavia una libertà che dialoga con il Surrealismo.
I due «Filetages» bianchi o gialli conservati al Museum Haus Konstruktiv fanno entrare nella composizione il filo e il rilievo: alla superficie dipinta si aggiunge una presenza materica, vicina all’oggetto. Dopo il 1950, le sue forme diventano talvolta più organiche e colorate, prima di un ritorno a ordini geometrici più spogli nelle opere tarde.
Leuppi porta questa invenzione anche al di là del quadro. Una scultura in ferro per una facciata a Thun, un mosaico nella scuola Kolbenacker e una pittura murale in una residenza zurighese inscrivono le sue ricerche nello spazio quotidiano. Le sue stampe circolano in portfolio collettivi con Max Bill, Sophie Taeuber-Arp o Hans Arp, come mostra la collezione del Museum of Modern Art.
Questa articolazione tra opera personale, arte pubblica e azione comune caratterizza il suo ruolo nella modernità svizzera.
