John Torcapel
Nata nel 1881.
Muore nel 1965.
Il disegno unisce queste due pratiche: serve tanto a immaginare un edificio quanto a osservare il profilo di una montagna o il ritmo degli alberi. La sua opera pittorica trova un terreno privilegiato nei paesaggi ginevrini, che trasforma in composizioni costruite anziché in semplici vedute topografiche.
Salève bleu et peupliers (1911), dipinto conservato dalla Collection du Crest e prestato per una mostra al Palais Lumière d’Évian, offre un riferimento concreto per questo lavoro. Il titolo associa il rilievo familiare di Ginevra alla verticalità degli alberi; invita a osservare come questi elementi organizzino la superficie. Il Musée d’art et d’histoire de Genève ha incluso Torcapel nella mostra L’Esprit de Hodler, dedicata alla presenza del maestro nella pittura ginevrina.
Questa filiazione illumina il suo interesse per i ritmi e le forme del paesaggio, senza esaurire la sua ricerca personale.
La sua attività di architetto lo iscrive altrettanto nella città. Il fondo conservato presso gli archivi gta dell’ETH di Zurigo riunisce piante, corrispondenza e fotografie relative all’edificio Clarté, progettato da Le Corbusier e Pierre Jeanneret. Torcapel ne fu il direttore dei lavori: il suo ruolo riguardava qui la realizzazione del cantiere, non la concezione del progetto.
Il fondo è giunto agli archivi grazie a una donazione della figlia Anne, anch’essa architetta. A Onex, il tempio edificato nel 1964–1965 testimonia la loro collaborazione: John progetta l’edificio, Anne ne segue i lavori. Tra la tela e lo spazio costruito, Torcapel presta un’attenzione costante ai rapporti tra linee, volumi e luce.
Il suo percorso permette di leggere il paesaggio e l’architettura di Ginevra come due facce di una stessa cultura visiva.









