Johannes Robert Schürch
Nato nel 1895.
Muore nel 1941.
Nato ad Aarau nel 1895, Johannes Robert Schürch appartiene alle voci più singolari della prima modernità svizzera. Dopo un apprendistato in un laboratorio grafico a Zurigo e un’attività nel campo dei manifesti, nel 1916 si reca a Ginevra su consiglio di Ferdinand Hodler e frequenta l’École des beaux-arts. Un soggiorno a Firenze nel 1921–1922, dove copia i maestri antichi, precede un decennio di vita appartata con la madre a Locarno-Monti.
È qui, tra il 1922 e il 1932, che si sviluppa la parte più feconda della sua opera.
Schürch dipinge alcuni oli, ma il foglio di carta diventa il suo spazio privilegiato. Con la penna e il pennello fa scorrere l’inchiostro, lo diluisce in velature e talvolta lascia che l’acquerello colori le forme. I contrasti fra i tratti fini, le masse scure e le zone quasi vuote conferiscono a questi piccoli formati una forza immediata.
Il suo sguardo si rivolge ai corpi provati, alla povertà, alle figure della strada o del circo, ma anche alle coppie e ai gesti di vicinanza. Nel tema antico della danza macabra, come nelle sue visioni paesaggistiche, la presenza della morte incontra il bisogno di legame umano.
Il dipinto Clown (1921) ricorda i suoi rapporti con il mondo del circo, per il quale aveva realizzato manifesti, mentre le centinaia di disegni e acquerelli successivi mostrano una libertà sempre maggiore. Associato all’espressionismo per l’intensità delle sue immagini, Schürch rimane una figura indipendente. Morto ad Ascona nel 1941, è stato oggetto di una retrospettiva all’Aargauer Kunsthaus nel 1976, seguita dalla mostra Alles sehen nel 2024–2025, incentrata sulle sue opere su carta e sui suoi taccuini.
Il loro ritorno alla luce rivela un’arte in cui la fragilità umana prende forma con una notevole economia di mezzi.
