Jean Lecoultre
Nato nel 1930.
Muore nel 2023.
Jean Lecoultre (Losanna, 1930–2023) ha fatto dell’immagine contemporanea un territorio di inquietudine e invenzione. La sua formazione passa dapprima per l’École de commerce de Lausanne, quindi per alcune lezioni di pittura con Georges Aubert. Nel 1951 lascia il proprio impiego per Madrid e si consacra alla pittura.
Il soggiorno in Spagna, protrattosi fino al 1957, alimenta durevolmente il suo lavoro, anche dopo il ritorno a Losanna. Le prime opere attingono in particolare al mondo contadino e al rapporto con la terra; all’inizio degli anni Sessanta, nuovi materiali e i segni della modernità spostano il centro delle sue preoccupazioni.
Lecoultre non si limita a rinnovare i propri soggetti. I piani frammentati, i bruschi cambiamenti di scala e le sovrapposizioni conferiscono alle sue figure e ai suoi oggetti una presenza tanto precisa quanto instabile. Il Musée Jenisch Vevey accosta questa costruzione dello sguardo al linguaggio del cinema: la velocità e la violenza delle immagini vi incontrano una delicata attenzione per i materiali, i tessuti e i corpi.
La sua opera tiene così insieme l’acutezza dell’osservazione e una persistente estraneità.
L’incisione costituisce un altro importante ambito della sua ricerca. Pratica l’acquaforte, l’acquatinta e la litografia e, a partire dal 1967, lavora con Pietro Sarto presso le Presses artistiques de Pully. Nel 2021, il Cabinet cantonal des estampes ha riunito le sue litografie, acquatinte e vernici molli con disegni e dipinti recenti, rendendo percepibile la continuità delle sue sperimentazioni tra i diversi supporti.
Lecoultre rappresenta la Svizzera alla Biennale di Venezia nel 1978; nel 1990, il Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne gli dedica una mostra. Il fondo conservato presso la Bibliothèque cantonale et universitaire de Lausanne, con schizzi preparatori datati dal 1975 al 2010, testimonia anch’esso l’evoluzione del suo processo di lavoro.









