Emil Nolde
Nato nel 1867.
Muore nel 1956.
Emil Nolde nello Schleswig, è uno dei pittori espressionisti tedeschi associati al gruppo Brücke. Dopo essersi formato come scultore del legno e disegnatore, dal 1892 al 1897 insegna a San Gallo, per poi dedicarsi alla pittura. Nel 1902 assume il nome del suo villaggio natale.
Membro della Brücke nel 1906-1907, sviluppa una pittura caratterizzata da colori intensi, forti contrasti e una pennellata dinamica. Fiori, paesaggi della Germania settentrionale, scene marine, figure e soggetti religiosi strutturano un’opera vasta, condotta attraverso la pittura e l’acquerello.
Il percorso di Nolde è inseparabile dal suo impegno politico. Negli anni Trenta sostiene il nazionalsocialismo e aderisce all’organizzazione nazista dello Schleswig settentrionale. I suoi scritti e le sue lettere esprimono un antisemitismo esplicito; difende la distinzione tra arte «tedesca» e arte «ebraica» e denuncia Max Pechstein come ebreo.
Nel 1937, le autorità naziste confiscano più di un migliaio delle sue opere dalle collezioni pubbliche e ne presentano alcune nella mostra «Entartete Kunst» («Arte degenerata»). Nel 1941, escluso dalla Camera delle belle arti del Reich, gli viene vietato di esporre, vendere o pubblicare senza autorizzazione. Continua nondimeno a produrre opere, in particolare acquerelli di piccolo formato.
La censura di cui Nolde è vittima non fa di lui un oppositore del regime: fino alla fine della guerra rimane un sostenitore del nazionalsocialismo. Dopo il 1945, il racconto di un artista perseguitato che avrebbe segretamente resistito domina a lungo la sua ricezione; la ricerca recente ha decostruito questa leggenda, distinguendo la repressione del suo lavoro dalle sue convinzioni antisemite e naziste. Nolde muore a Seebüll nel 1956.
La sua opera rimane importante per la storia dell’espressionismo, ma il suo studio esige di considerare congiuntamente innovazione artistica, razzismo e adesione politica.









