Clara Porges
Nata nel 1879.
Muore nel 1963.
Clara Porges (1879–1963) fa dell’Engadina un territorio essenziale della sua pittura. I laghi, i rilievi e la luce dell’alta montagna alimentano un’opera attenta alla forza espressiva del paesaggio. I suoi dipinti e acquerelli consentono di accostarsi alle Alpi attraverso un’esperienza personale del luogo, nella quale il colore e la composizione conferiscono intensità ai motivi naturali.
La scoperta di Sils nel 1911 segna una svolta. Insieme al marito, violinista austriaco, aveva letto le lettere nelle quali Friedrich Nietzsche evocava questo paesaggio. Il viaggio suscita un legame duraturo: in seguito torna regolarmente nella regione, ad eccezione degli anni di guerra.
Il bacino del lago di Sils diventa una fonte privilegiata di lavoro e di ispirazione.
La luce intensa, i contorni marcati e l’equilibrio dei paesaggi alpini orientano la sua sensibilità. Scopre inoltre le opere di Giovanni Segantini e Ferdinand Hodler, che diventano importanti punti di riferimento. Il suo approccio conserva tuttavia una voce propria, sostenuta dai contrasti cromatici e da un’organizzazione espressiva dello spazio.
Le opere documentate offrono riferimenti concreti per attraversare questo universo. Tremotscha mit Gletscher (Fextal) Engadin, datata 1918, è un olio su tela dedicato al paesaggio glaciale. Cavloccio See mit Pizzi dei Rossi, acquerello su carta, testimonia il suo interesse per i laghi circondati dalle montagne.
Questi soggetti invitano a confrontare la presenza delle masse rocciose, le linee delle rive e le variazioni della luce, piuttosto che cercare soltanto il riconoscimento di un panorama.
La mostra Clara Porges. Die Malerin des Lichts figura negli archivi della Fundaziun Capauliana, testimoniando l’attenzione riservata alla sua opera nei Grigioni. Scoprire questa artista significa seguire il modo in cui un paesaggio scelto diventa, attraverso il susseguirsi dei ritorni e degli sguardi, un linguaggio pittorico intimo.
