Annemie Fontana
Annemie Fontana (Jacqueline Annamarie Fontana) è una scultrice il cui percorso documentato incrocia sin dagli inizi i mestieri dell’abbigliamento, il sapere tecnico della ceramica e una pratica scultorea versatile che impiega bronzo, metallo, alluminio, legno, marmo, quindi resine poliestere (i « fantasmi ») e la serigrafia per opere pittoriche.
Formatasi inizialmente nell’alta moda presso la stilista Gaby Jouval a Zurigo, acquisisce un senso del materiale e della finitura che permea la sua pratica successiva. Parallelamente, segue una formazione in ceramica artistica nell’atelier dei fratelli Müller a Lucerna, esperienza tecnica che completa il suo apprendimento tattile delle superfici. Secondo la fonte consultata, le tecniche della scultura restano descritte come in larga misura autodidatte.
All’inizio della sua carriera presenta figurine di animali nel 1954, riceve nel 1956 una borsa di studio della Confederazione Svizzera e della Città di Zurigo, e partecipa alla realizzazione di un mosaico murale per la Technische Berufsschule di Zurigo, progettato da Alois Carigiet — Fontana «sceglie, taglia e lucida le pietre», secondo la nota biografica.
Il suo uso diversificato dei materiali attraversa un’evoluzione visibile: dalle opere in bronzo, metallo, alluminio, legno e marmo fino a sculture astratte in poliestere definite « fantasmi », mentre la serigrafia le serve per sviluppare una produzione pittorica.
La sua pratica viene presentata a livello internazionale — in mostre collettive a Firenze (1967), L’Aia (1968), Tel Aviv-Giaffa (1972), Haifa, Gerusalemme, Budapest e Anversa (1973), Lindau (1977), Budapest (1978) — e le sue opere figurano nelle collezioni pubbliche menzionate, quali il Museo del design di Zurigo, il Kunsthaus Zürich, il Museo municipale dell’Aia, il Museo d’arte di Tel Aviv, nonché in diversi comuni svizzeri (Zumikon, Zurigo, Coira, Bülach, Kloten).
È inoltre identificata come figlia del pittore Alois Fontana, precisazione genealogica presente nella biografia consultata.