Albert Müller
Nata nel 1897.
Muore nel 1926.
In Albert Müller (1897–1926), il colore non si limita a descrivere il mondo: ne intensifica la presenza. Contorni vigorosi, contrasti e superfici vivacemente contrapposte conferiscono ai paesaggi come alle figure un’energia particolare. Nonostante la brevità della sua vita, questo pittore basilese diede un contributo importante all’espressionismo svizzero, nella pittura come nel disegno, nell’incisione e nella scultura.
Müller ricevette la sua prima formazione in una bottega di pittura su vetro e presso la Scuola di arti e mestieri di Basilea. Il contatto con Cuno Amiet, presso il quale soggiornò a Oschwand nel 1918, favorì la sua apertura a una tavolozza luminosa. Notato all’esposizione di Natale della Kunsthalle di Basilea nel 1919, prese in seguito parte ai concorsi artistici cantonali.
Stabilitosi in Ticino nel 1921, mantenne stretti legami con la sua città d’origine. Le sue ricerche si nutrirono di Louis Moilliet e di Edvard Munch, e in seguito della scoperta dell’opera di Ernst Ludwig Kirchner. L’amicizia con quest’ultimo accompagnò l’affermazione di un linguaggio personale.
I paesaggi e le raffigurazioni della sua famiglia divennero terreni di sperimentazione, nei quali l’osservazione si trasformava sotto l’azione del tratto e del colore.
La sua opera grafica merita un’attenzione altrettanto approfondita. Le xilografie mettono in gioco contrapposizioni nette, mentre l’acquaforte e l’acquatinta consentono sfumature più modulate. Le sue sculture in legno, spesso dipinte, conservano volutamente una lavorazione grezza che ne rafforza l’espressività.
Questi passaggi tra le tecniche mostrano una ricerca perseguita oltre il solo quadro.
Alla fine del 1924, Müller partecipò con Hermann Scherer e Paul Camenisch alla fondazione di Rot-Blau, un gruppo che mirava a ottenere migliori possibilità espositive e commissioni pubbliche. Lo lasciò già nel 1925. La sua morte a Obino, nel dicembre del 1926, all’età di ventinove anni, interruppe questo rapido sviluppo.
La sua opera invita a seguire come una medesima intensità visiva possa circolare tra paesaggio, corpo, carta e legno.
