Verena Loewensberg
Nata nel 1912.
Muore nel 1986.
Verena Loewensberg (1912–1986) è una figura di primo piano dell’arte concreta svizzera. Si forma alla Scuola di arti applicate di Basilea e studia inoltre tessitura e danza. Dopo alcune prove figurative e astratte su carta, dal 1936 si orienta verso il linguaggio geometrico, dapprima in opere grafiche; nel 1944 passa alla pittura.
Il museo Haus Konstruktiv sottolinea che sviluppa questa pratica in gran parte da autodidatta e che appartiene al nucleo centrale dei «Concreti zurighesi», accanto a Max Bill, Camille Graeser e Richard Paul Lohse. È l’unica donna del gruppo.
Loewensberg lavora nella pittura, nel disegno, nella stampa e nelle arti applicate. Cerchi, quadrati, linee e bande colorate diventano gli elementi di una ricerca rigorosa sull’equilibrio, il ritmo e le relazioni cromatiche. Le regole geometriche non sfociano in un’unica formula: le variazioni delle proporzioni, della ripetizione e delle tonalità producono composizioni ora rigorose, ora animate.
Realizza inoltre opere grafiche e progetti applicati, in particolare per aziende.
A lungo meno riconosciuta dei colleghi uomini, vede l’ampiezza della propria opera messa in evidenza dalla retrospettiva del Kunsthaus Zürich nel 1981. Il Dictionnaire historique de la Suisse ricorda che è regolarmente rappresentata nelle esposizioni dedicate agli artisti concreti zurighesi, pur rimanendo inizialmente nella loro ombra. Nel 2012, sotto l’egida di SIK-ISEA, in occasione della retrospettiva al Kunstmuseum Winterthur, vengono pubblicati un’importante monografia e un catalogo ragionato dei suoi dipinti.
