Serge Brignoni
Nata nel 1903.
Muore nel 2002.
Serge Brignoni è stato un pittore, incisore e scultore svizzero, alla cui pratica artistica si affiancava un’attività di collezionista di arti extraeuropee, iniziata nel 1926. La sua collezione etnografica è stata donata, a partire dal 1985 e in più fasi, alla città di Lugano, dove è conservata presso il Museo delle Culture.
Formatosi dapprima presso Victor Surbek e poi all’Accademia delle arti di Berlino, si stabilì a Parigi nel 1923. Negli anni parigini frequentò le avanguardie — è documentato in particolare accanto ad Alberto Giacometti e Pablo Picasso — ed espose al Salon des indépendants nel 1927 e nel 1928.
Il suo percorso è classificato, nelle fonti, tra le tendenze surrealiste e primitiviste; nel 1933 aderì al Gruppe 33, un’associazione di artisti d’opposizione con sede a Basilea.
Sul piano personale, nel 1935 sposò la pittrice cilena Graziella Aranis (1906–1996) e, costretto dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, rientrò in Svizzera nel 1940. Il conflitto ebbe conseguenze materiali: una grande parte delle sue opere d’arte è segnalata come rubata o distrutta, mentre la sua collezione etnografica fu bloccata dalle dogane francesi e conservata intatta.
Alla fine della guerra riuscì tuttavia a recuperare la propria collezione e, a partire dal 1985, ne effettuò successive donazioni a Lugano; tra i pezzi provenienti da queste acquisizioni, tre sculture architettoniche kanak fanno oggi parte dei nuclei conservati presso il Museo delle Culture.
L’opera di Brignoni si legge dunque all’incrocio di diverse pratiche plastiche — pittura, incisione, scultura — e di un impegno collezionistico per le arti extraeuropee, una posizione che ricorre regolarmente nella documentazione biografica dell’artista.
