René Auberjonois
Nato nel 1872.
Muore nel 1957.
René Auberjonois (1872–1957) è una delle voci singolari della pittura svizzera della prima metà del XX secolo. Pittore, disegnatore e illustratore vodese, si forma a Londra e poi a Parigi, prima di rientrare in Svizzera nel 1914. La sua amicizia con Charles-Ferdinand Ramuz lo inserisce in un ambiente in cui pittura, letteratura, musica e teatro dialogano strettamente.
Nel 1918 concepisce il sipario di scena, le scenografie e i costumi di L’Histoire du Soldat, spettacolo nato dalla collaborazione di Ramuz con Igor Stravinsky. Il sipario originale è andato perduto, ma un modellino conservato al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne testimonia la sua libertà inventiva.
I suoi dipinti attraversano il paesaggio vallesano, il ritratto, il nudo, la natura morta e le scene di spettacolo. L’influenza di Cézanne alimenta il suo interesse per l’architettura dell’immagine: Auberjonois organizza le forme, sposta i punti di vista e ricerca un equilibrio senza sottomettersi alla prospettiva classica. In La route valaisanne (1940–1941), i contadini sui loro muli, gli alberi e il Rodano si intrecciano in una composizione serrata.
Il paesaggio diventa inseparabile da coloro che lo abitano. La tavolozza austera e i contorni volutamente deformati allontanano questa pittura dalla semplice descrizione del motivo.
Verso la fine della sua vita, Auberjonois spinge ancora oltre questa tensione tra ordine e instabilità. L’oggetto quotidiano diventa quasi un personaggio, mentre la superficie del dipinto afferma una propria logica. Presente alla Biennale di Venezia nel 1948 e poi alla documenta di Kassel nel 1955, l’artista ottiene un riconoscimento internazionale tardivo.
La sua opera resta legata alla figurazione, ma fa di ogni soggetto una ricerca esigente sulla composizione e sullo sguardo.







