Otto Morach
Nato nel 1887.
Muore nel 1973.
Otto Morach (1887–1973) è una delle figure più inventive della modernità svizzera. Nato a Hubersdorf, nei pressi di Soletta, studia inizialmente scienze naturali a Berna e consegue un diploma d’insegnante prima di dedicarsi al disegno e alla pittura. I suoi soggiorni parigini, tra il 1910 e il 1913, lo mettono in contatto con il cubismo e il futurismo.
Ne conserva la libertà di frammentare le forme e di suggerire il movimento, senza rinunciare a un immaginario profondamente personale.
Tra il 1914 e il 1918, le sue ricerche pittoriche raggiungono un’intensità particolare. A Soletta, dove insegna disegno lavorando al contempo come artista indipendente, Morach intrattiene legami con Dada e con il Cabaret Voltaire; nel 1918 aderisce al gruppo Das Neue Leben. La tela Pferdedressurnummer im Zirkus, datata intorno al 1915 e conservata al Kunstmuseum Solothurn, ricorda il suo interesse per lo spettacolo.
La sua opera comprende anche la città, la natura morta e la composizione astratta. In Stadtbild Zürich, analizzato dalla collezione della Mobilière, il Grossmünster diventa una visione notturna espressiva: l’architettura familiare si trasforma in un’apparizione luminosa.
Stabilitosi a Zurigo nel 1919, Morach insegna fino al 1953 presso la scuola di arti applicate. La pittura, tuttavia, non esaurisce la sua pratica. Progetta manifesti, scenografie teatrali e pitture murali; su carta lavora con la gouache, l’acquerello, il carboncino, la matita, la penna e la xilografia.
I suoi studi di marionette per La Boîte à joujoux, realizzati nel 1918, mostrano quanto la stilizzazione potesse passare dalla scena all’immagine. Per Morach, l’avanguardia non è uno stile unico, ma un modo di esplorare, da un supporto all’altro, nuove forme di percezione.