Mili Weber
Nata nel 1891.
Muore nel 1978.
Nell’opera di Mili Weber, un fiore può diventare un bambino e un petalo trasformarsi in un cigno. Questa immaginazione nasce da uno sguardo attento sulla natura: dietro le creature delle fiabe si ritrova la conoscenza delle piante, delle loro forme e delle loro metamorfosi. L’acquerello, al centro della sua opera, presta la sua leggerezza a questo universo in cui l’essere umano e il mondo vegetale partecipano di uno stesso ciclo vitale.
La sorellastra Anna Haller, artista e insegnante, svolge un ruolo essenziale nella sua formazione. Dopo aver seguito una formazione come educatrice della prima infanzia a Berna, frequenta corsi privati presso Julius Vögtli, poi studia a Monaco nella scuola di Heinrich Knirr, aperta alle donne. Rientrata in Svizzera nel 1914, riceve commissioni per cartoline illustrate e immagini destinate ai bambini.
A partire dal 1917 vive e lavora a Saint-Moritz, dove rimane fino alla morte, nel 1978. Insieme ad Anna Haller osserva in particolare la flora engadinese. Nelle sue composizioni personali, germogli, fiori e funghi prendono vita; la nascita, la fioritura e il declino si rispondono sotto un’apparenza fiabesca.
Scrive inoltre storie e compone musica.
La sua casa, costruita dal fratello Emil, prolunga questa creazione nello spazio quotidiano. Mobili, pareti e soffitti si ricoprono di vegetali, uccelli e piccoli personaggi. Un vasto castello delle bambole, al quale dedica decenni e una cronaca in più volumi, testimonia la continuità fra immagine, racconto e decorazione.
Questo insieme è preservato dal Mili Weber Museum.
Per scoprire la sua pittura, si può cercare il dettaglio in cui la pianta diventa un personaggio. Questo passaggio rivela un’opera che trasforma l’osservazione precisa in racconto poetico, invitando a ritrovare nel familiare una capacità di meravigliarsi.