Lill Tschudi
Nata nel 1911.
Muore nel 2004.
Nel 1929 partì per studiare a Londra, alla Grosvenor School of Modern Art. Qui scoprì un modo di tradurre l’energia del mondo contemporaneo attraverso forme semplificate, campiture di colore uniforme e ritmi potenti. La sua formazione proseguì a Parigi, in particolare con Fernand Léger e Gino Severini, la cui ricerca sulla geometria e sul movimento trova un’eco nelle sue stampe.
La linoleografia le permetteva di costruire le immagini con una notevole economia di mezzi. Una curva, una diagonale, la ripetizione di una sagoma o l’urto di due colori bastano a far percepire una danza, una corsa, il traffico urbano. In Dancers (1937), conservata al Metropolitan Museum of Art, figure stilizzate organizzano un movimento collettivo attorno a una coppia.
Tour de Suisse (1935), al contrario, concentra i ciclisti su un tortuoso sentiero alpino: il ritmo dell’immagine rende visibile tanto il loro sforzo quanto il paesaggio. In Tschudi, dunque, la modernità non si limita alla grande città.
La varietà dei suoi soggetti spazia dallo sport e dal tempo libero alla vita rurale svizzera e al servizio ausiliario femminile durante la guerra. I suoi archivi rivelano inoltre disegni preparatori, dipinti, matrici di stampa e progetti per manifesti o tessili. Riconosciuta nel mondo anglofono già negli anni Trenta e Quaranta, rimase più discreta nelle collezioni svizzere.
La mostra che la Graphische Sammlung dell’ETH Zurich le ha dedicato nel 2021–2022 ha riportato alla luce l’inventiva di questa artista, le cui immagini conferiscono al colore stampato la sensazione del movimento.




