Lermite
Nato nel 1920.
Muore nel 1977.
Jean‑Pierre Schmid, detto Lermite, è presentato come pittore e disegnatore svizzero, nato il 2 gennaio 1920 a Le Locle e morto il 1° gennaio 1977.
Dopo esordi descritti come accademici, il suo primo dipinto importante, Orphée, è datato al 1940 e segna la fase iniziale di un percorso che evolve rapidamente verso ricerche formali.
Secondo la documentazione, l’evoluzione stilistica di Lermite si dispiega da una figurazione scolastica verso uno stile definito astratto‑cubista‑costruttivista. Attorno al 1950 viene segnalata una cesura: la rappresentazione dell’uomo viene progressivamente abbandonata a favore di paesaggi geometricizzati e di oggetti di atelier — macchine, utensili, case, finestre, pietre, alberi e piante — che ricorrono come motivi ricorrenti.
Sul piano internazionale, si menziona che fu invitato alla Biennale di São Paulo nel 1953. Per quanto riguarda i riconoscimenti, ricevette il premio Auguste Bachelin nel 1957 e, un decennio più tardi, il premio dell’Institut Neuchâtelois nel 1967.
Tra le opere evocate, La Clé d’Or è segnalata come esposta all’Esposizione nazionale svizzera del 1964 a Losanna ed è indicata come oggi visibile presso l’Hôtel‑de‑Ville di La Chaux‑de‑Fonds (ubicazione citata secondo Wikipedia). Lermite lavorò anche per lo spazio pubblico: la grande vetrata « Paradis perdu », installata nel negozio COOP della Nidaugasse a Bienne, è stata reinaugurata il 21 maggio 2022, secondo la Fondation Lermite.
La memoria dell’artista è stata recentemente sostenuta da iniziative editoriali: nel 2021 la Fondation ha pubblicato « Lermite — Petit cahier de souvenirs », una raccolta di interviste con persone che lo avevano conosciuto.
La sintesi documentaria disponibile consente di seguire le principali tappe biografiche e formali di Jean‑Pierre Schmid detto Lermite, da elementi della sua produzione pittorica — esemplificata da Orphée (1940) e da pannelli esposti nel 1964 — fino a realizzazioni per lo spazio pubblico e a commemorazioni recenti, senza pretendere all’esaustività di un inventario.

