Johann Achert
Nato a Rottweil (Germania) nel 1655.
Muore a Rottweil (Germania) nel 1730.
Tedesca · Barocco cattolico della Germania meridionale · scuola pittorica di Rottweil. Pittura sacra narrativa, pale d’altare e cicli della Passione.
Johann Achert appartiene al Barocco cattolico della Germania meridionale e alla tradizione pittorica di Rottweil. Dopo aver frequentato le scuole cittadine, è documentato come maestro dal 1682. La sua partecipazione alla vita civica, come responsabile di corporazione nel 1711 e amministratore dell’ospedale fino al 1713, accompagnò una carriera sostenuta dalle istituzioni religiose e dalle élite regionali.
La sua produzione è dominata dalla pittura sacra e dalle grandi commissioni ecclesiastiche. Tra le opere documentate figurano la pala dell’altare maggiore della chiesa francescana di Friburgo, eseguita nel 1693, le scene della Passione destinate al Collegio Saint-Michel, dipinti per l’abbazia cistercense di Hauterive e una pala per la chiesa dei Gesuiti di Soletta. In Germania lavorò, tra gli altri luoghi, per Beuron, Salem e Weil der Stadt.
L’attività svolta nella Svizzera cattolica costituisce un capitolo importante del suo percorso. La Resurrezione di Cristo, dipinta per la cappella di Posat tra il 1680 e il 1693 e oggi conservata allo Stadtmuseum Rottweil, testimonia la circolazione dell’artista tra la Germania sud-occidentale e il territorio friburghese. Nel 2023 il dipinto è stato presentato al Musée gruérien di Bulle nell’esposizione Réformes.
Et Fribourg resta catholique.
Sul piano stilistico, Achert è legato alla scuola di Rottweil e mostra affinità con Johann Georg Glückher. Le opere mature privilegiano composizioni narrative con numerose figure, personaggi monumentali in primo piano e ampie profondità sceniche, spesso animate da accordi cromatici di rosso e bianco. Il suo repertorio comprende pale d’altare, cicli della Passione, immagini di santi e, nella fase iniziale della carriera, anche ritratti e pittura decorativa.
La bottega di Rottweil fu proseguita dal figlio Jakob Christoph Achert. Gli studi di Winfried Hecht hanno progressivamente ampliato il corpus a oltre 140 opere segnalate, sostenuto anche da un taccuino di schizzi conservato. Il catalogo della mostra monografica pubblicato a Rottweil nel 1980 e i successivi contributi scientifici costituiscono tuttora i principali riferimenti per la conoscenza dell’artista.