Jean Pfaff
Nato nel 1945.
Jean Pfaff si presenta, sul piano documentario, come un artista impegnato nella pittura costruttiva e nel lavoro monocromo, la cui pratica si declina anche in concezioni cromatiche applicate all’architettura. Fin dagli studi ha approfondito le teorie del colore, un interesse che permea le sue ricerche sullo spazio e sul colore così come sono descritte nelle schede disponibili.
La sua formazione è iniziata con un apprendistato come disegnatore edile a Basilea, svolto dal 1960 al 1963. Ha poi proseguito gli studi superiori all’Akademie der Bildenden Künste München (1965–1967) e successivamente alla Staatliche Hochschule für bildende Künste Hamburg, fino al 1968. Tra i docenti menzionati per questi anni di studi superiori figurano Almir Mavignier e Max Bill.
La documentazione riferisce l’assegnazione di diverse borse di studio, in particolare di una borsa federale per l’arte nel 1968, 1974 e 1975. Nel 1986 è stato tra i cofondatori di Edition Cestio, casa editrice per la grafica originale con sede a Basilea.
Accanto alla produzione pittorica, ha realizzato numerosi interventi cromatici in ambito architettonico, accompagnandoli con pubblicazioni su questi temi. Secondo le indicazioni disponibili, le sue opere sono state presentate in numerose mostre personali e collettive, in Svizzera e all’estero. La documentazione segnala inoltre la presenza del suo lavoro in diverse collezioni pubbliche, senza allegare un elenco dettagliato.
Per approfondire la ricerca documentaria, sono disponibili una scheda SIKART (identificativo 4000512) e voci complementari nella Sammlung Kunstkredit Basel‑Stadt, in Artnet, nella Deutsche Biographie e in WorldCat.
In sintesi, il materiale raccolto presenta una ricerca incentrata sul colore come dispositivo spaziale — tra pittura monocroma e interventi cromatici architettonici — sostenuta da un percorso accademico e da impegni editoriali e istituzionali attestati sopra.
