Italo Valenti
Nato nel 1912.
Muore nel 1995.
Italo Valenti (Milano, 1912 – Ascona, 1995) sviluppa un’opera nella quale il colore e le forme diventano gli strumenti di una poesia silenziosa. Artista italiano profondamente legato al Ticino, passa progressivamente dalla figurazione a un’astrazione lirica in cui la composizione suggerisce uno spazio senza fissarne i limiti. I suoi dipinti e i suoi collage invitano a una lenta attenzione agli accordi, agli intervalli e agli equilibri.
Formatosi all’Accademia di Brera con Aldo Carpi, nel 1938 partecipa alla nascita del movimento Corrente, che si oppone al fascismo e al ripiegamento della cultura ufficiale. I suoi primi lavori figurativi, segnati dall’espressionismo e da preoccupazioni sociali, lasciano in seguito il posto a soggetti più intimi.
Nel 1952 Valenti lascia Milano per Locarno-Muralto. Il suo percorso ticinese si sviluppa a contatto con un ambiente internazionale: Jean Arp, Julius Bissier, Ben Nicholson e Hans Richter figurano tra i suoi amici. Gli atelier di Remo Rossi a Locarno e la tipografia di François Lafranca costituiscono luoghi importanti di questi scambi.
Anche l’amicizia con lo scrittore Alfred Andersch contribuisce a questo orizzonte intellettuale.
A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta, la sua pittura si orienta verso l’informale. Il collage, praticato dal 1959, gli consente di esplorare altrimenti le relazioni tra superficie e colore. Dipinge le carte, le ritaglia e poi ne organizza i frammenti, proseguendo parallelamente il lavoro a olio, ad acquerello e nelle arti grafiche.
Noir-blanc, collage del 1984 conservato al Museo Villa dei Cedri, testimonia la spogliazione raggiunta nella maturità. Il museo di Bellinzona conserva un fondo monografico costituito a partire dalla sua mostra del 1991. Ad Ascona, la mostra del centenario, nel 2012, ha ricollocato le sue opere accanto a quelle dei suoi amici.
Questo dialogo illumina una creazione personale, alimentata dagli incontri e attenta alle risorse sensibili della carta e della pittura.
