Hermann Alfred Sigg
Nato nel 1924.
Muore nel 2023.
Visto dall’alto, un fiume diventa una linea; nella pittura di Hermann Alfred Sigg (1924–2023), questa linea apre uno spazio di meditazione. Pittore svizzero nato a Zurigo, attivo anche nella scultura e nella vetrata, Sigg trasforma i paesaggi attraversati in composizioni nelle quali lo sguardo può muoversi tra distese cromatiche e segni concentrati.
Frequenta la Scuola di arti applicate di Zurigo dal 1944 al 1947, quindi l’Académie André Lhote di Parigi nel 1947. La sua formazione zurighese comprende l’insegnamento di Johannes Itten; a Parigi scopre con entusiasmo l’arte francese, in particolare quella di Pierre Bonnard. I suoi dipinti figurativi degli anni Cinquanta precedono così una lunga esplorazione dell’astrazione.
Alla fine degli anni Sessanta, i viaggi compiuti con Swissair imprimono un impulso decisivo al suo linguaggio. Dal cockpit, Sigg disegna i paesaggi del Sud-Est asiatico: campi terrazzati e corsi d’acqua diventano gli elementi di una geografia interiore. Il fiume si afferma progressivamente come un segno quasi calligrafico, portatore di una riflessione sul trascorrere del tempo e sul cammino umano.
La lettura di Siddhartha, di Hermann Hesse, accompagna questa ricerca.
Nei suoi dipinti, le aperture luminose e le zone più dense creano una tensione tra orizzonte e spazio chiuso. Le sue sculture prolungano questa interrogazione: assemblaggi di materiali recuperati, suggeriscono ora una presenza umana, ora un’architettura. La loro verticalità dialoga con le strutture dei dipinti.
Questa varietà si inscrive anche nello spazio pubblico, in particolare nelle vetrate della chiesa riformata di Männedorf. Nel 2023, la Kulturschüür locale dedica loro una presentazione che associa progetti e opere in situ. Negli Stati Uniti, la mostra Abstract Rivers del Fairfield University Art Museum, nel 2017, testimonia la ricezione della sua opera.
Avvicinarsi a Sigg significa seguire la trasformazione di un’esperienza concreta in una sensazione pittorica. Una curva, un intervallo, un cambiamento di colore bastano a far nascere l’impressione di un territorio che si scopre lentamente.