Hans Jegerlehner
Nato nel 1906.
Muore nel 1974.
Hans Jegerlehner (1906–1974), registrato anche con il nome di Hans Gordon Jegerlehner, appartiene alla pittura svizzera del XX secolo attraverso un espressionismo legato al colore e alla presenza del mondo. Il paesaggio, le figure e le scene della vita quotidiana offrono diversi accessi alla sua opera. Il suo linguaggio ricerca un’intensità sostenuta congiuntamente dalla semplificazione delle forme e dalla nettezza dei contorni.
Figlio dello scrittore bernese Johannes Jegerlehner, intrattiene anche un rapporto profondo con la musica: suona il violoncello e la viola. Nell’omaggio pubblicato nel 1975 dalla rivista Art suisse, W. Nussbaum evoca un artista indipendente, aperto al rinnovamento della propria pittura.
Ricorda i suoi spostamenti nelle Alpi e nel Vallese, ma anche in Congo, in Calabria e a Stromboli. Questi orizzonti delineano il percorso di un pittore sensibile alle luci intense e alle forme definite, la cui curiosità oltrepassa ampiamente l’ambito regionale.
Le Collezioni d’arte della Confederazione consentono di avvicinarsi concretamente alla diversità dei suoi soggetti. Possiedono in particolare il disegno Schafe, datato 1943, i dipinti Eiger e Winter in einem Bergdorf, una natura morta floreale del 1963 e Orchester, del 1966. La montagna, l’animale, il fiore e la musica compongono così un repertorio che invita a scoprire diverse sfaccettature dell’artista.
L’accostamento di questi titoli propone un modo di attraversare la sua opera, dal paesaggio esterno all’universo più intimo degli oggetti e delle attività umane.
Nel 1997, il Kunsthaus Grenchen gli dedica una mostra. Per entrare nella sua pittura, il visitatore può seguire il dialogo tra contorno e colore: osservare ciò che rimane riconoscibile, e poi il modo in cui l’economia del disegno e l’intensità cromatica trasformano questo riconoscimento in un’esperienza sensibile.









