Gottfried Honegger
Nato nel 1917.
Muore nel 2016.
Nato a Zurigo nel 1917, Gottfried Honegger si forma inizialmente attraverso la pratica della grafica, della fotografia e della progettazione di mostre. Nel 1938 apre con Warja Lavater uno studio di progettazione grafica. Il soggiorno a New York, dal 1958 al 1960, segna una svolta: a contatto con la scena artistica americana, sviluppa una ricerca personale che farà di lui una delle figure di spicco dell’arte concreta.
Si stabilisce quindi a Parigi e prosegue il suo lavoro tra la Francia e la Svizzera fino alla morte, nel 2016.
I suoi primi «Tableaux-reliefs» fanno emergere forme geometriche appena sporgenti sotto una superficie monocroma. La luce ne rivela le differenze di texture e ne modifica la percezione a seconda della posizione di chi guarda. Nel corso dei decenni, Honegger riprende questa idea in serie, ne modifica la scala e fa avanzare la pittura nello spazio: pannelli, volumi, sculture e interventi nell’architettura prolungano l’esperienza iniziata sulla tela.
Nelle sue opere, il quadrato, il cerchio o il colore non descrivono il mondo esterno; diventano i mezzi stessi per costruire un’immagine.
Questo rigore non elimina né la sorpresa né la sensibilità. Honegger associa regole compositive, moduli ripetuti e una componente di casualità, talvolta determinata dal lancio dei dadi. A partire dal 1970 sperimenta inoltre il disegno programmato al computer.
Il risultato dipende tanto dalla precisione del suo sistema quanto dalle vibrazioni di una superficie, dagli effetti della luce e dallo spazio che l’opera condivide con il pubblico.
Collezionista e attivo sostenitore dell’educazione artistica, nel 1990 fonda con Sybil Albers l’Espace de l’Art Concret a Mouans-Sartoux. La loro collezione, donata allo Stato francese, e i laboratori destinati ai bambini prolungano la sua convinzione che l’arte possa trasformare il nostro modo di guardare. La retrospettiva che il Centre Pompidou gli dedica nel 2015 testimonia l’ampiezza di questo percorso, dal quadro allo spazio pubblico.

