Gottfried Tritten
Nato nel 1923.
Muore nel 2015.
Per Gottfried Tritten (1923–2015), la montagna non è mai un semplice sfondo. Nato a Lenk, nel Simmental bernese, il pittore, disegnatore e pedagogo cresce a contatto con i rilievi alpini. Dal 1943 al 1948 studia presso la Scuola di arti applicate di Basilea, poi segue corsi di storia dell’arte, filosofia e psicologia a Basilea e a Berna.
La sua attività di insegnante accompagna a lungo la ricerca pittorica; nel 1985 l’Università di Berna gli conferisce un dottorato honoris causa. Stabilitosi a Grimisuat, nel Vallese, a partire dal 1977, vi prosegue un’opera attenta ai legami tra l’essere umano e il suo ambiente.
I suoi primi dipinti restano figurativi. A metà degli anni Cinquanta, l’Espressionismo astratto e la pittura gestuale aprono progressivamente il suo lavoro a forme più libere. Tuttavia, il paesaggio non scompare: cambia statuto.
Il Niesen, massa piramidale scoperta nei pressi del lago di Thun nel 1955, diventa un motivo ricorrente e poi un segno. Nella trilogia Berg, Mensch, Malerei, la montagna si condensa in un triangolo, tra il radicamento terrestre e lo slancio verso l’alto. Altrove, i vigneti vallesani si riducono a poche linee d’inchiostro di china.
Il passaggio dalla veduta alla traccia lascia spazio al ritmo, al colore e all’immagine interiore.
Tritten esplora anche cicli di dipinti composti da elementi intercambiabili. Nei suoi polittici degli anni Duemila, in particolare Landschaft aus der Landschaft, i pannelli di formati diversi e i campi blu articolano una nuova lettura della verticalità. Lo sguardo si sposta da una superficie all’altra, come si muove davanti a un massiccio il cui aspetto non cessa di cambiare.
Questa pittura conserva l’esperienza del luogo, aprendola al contempo a una meditazione sulla percezione e sulle forme assunte dalla memoria.