Giovanni Giacometti
Nato nel 1868.
Muore nel 1933.
Giovanni Giacometti nasce a Stampa, in Val Bregaglia, il 7 marzo 1868 e muore a Glion il 25 giugno 1933. Dopo gli studi secondari a Coira, si forma a Monaco e poi a Parigi, dove frequenta l’Académie Julian e stringe amicizia con Cuno Amiet. Un soggiorno in Italia precede il suo ritorno nei Grigioni all’inizio degli anni Novanta dell’Ottocento.
Nel 1894 incontra Giovanni Segantini, che diventa suo amico e mentore. Inizialmente influenzato dal divisionismo, elabora una pittura personale, caratterizzata da un colore luminoso e da un’attenzione costante agli effetti della luce.
Stabilitosi in Val Bregaglia, trae i suoi motivi dai paesaggi montani, dai villaggi e dalla vita della sua regione. Ai panorami della Val Bregaglia e di Maloja si aggiungono nature morte, composizioni figurative e numerosi ritratti. La sua famiglia, in particolare la moglie Annetta e i loro figli, occupa un posto importante in questo insieme.
Il ritratto di Alberto, dipinto nel 1921, mostra come una scena intima diventi anche una ricerca plastica: le ampie linee del volto e gli accordi di viola, grigio, verde, giallo e rosso conferiscono al giovane una presenza meditativa. Il dipinto è oggi conservato al Musée cantonal des Beaux-Arts de Lausanne.
Nel 1898 partecipa con Amiet e Ferdinand Hodler a una mostra molto apprezzata al Künstlerhaus di Zurigo. La sua opera contribuisce al rinnovamento della pittura svizzera a cavallo tra XIX e XX secolo, tra impressionismo, postimpressionismo e fauvismo. Nel 2009–2010 il Kunstmuseum Bern e il Bündner Kunstmuseum gli dedicano una retrospettiva, sottolineando il ruolo del colore e delle variazioni luminose nei suoi paesaggi.
Anche il suo «Registro dei quadri», un quaderno in cui abbozza e documenta più di cinquecento dipinti, offre una rara testimonianza del suo lavoro e della memoria che ha costruito della propria opera.
