Gérald Minkoff
Nato nel 1937.
Muore nel 2009.
Gérald Minkoff (1937, Ginevra — 2009, Arbocet, Spagna) è presentato come un artista la cui pratica, alimentata da erudizione e curiosità multidisciplinare, ha spesso posto in dialogo saperi scientifici e forme plastiche. Dopo gli studi di biologia, geologia e antropologia, a poco più di vent’anni si imbarcò su un cargo tra le Americhe, esperienza descritta come formativa.
Dalla fine degli anni Sessanta presenta nastri video, immagini a circuito chiuso e introduce il laser nelle sue installazioni. Il braille appare ricorrentemente come motivo e metafora — «metafora dell’interiorizzazione dello sguardo, ma che implica de facto il tatto» —; a partire dal 1970 ne elimina il rilievo e declina i punti in collage su schermo, proiezioni luminose, disegni realizzati con rami e moduli in calcestruzzo. Parallelamente, elabora e diffonde palindromi raccolti in Tir cet écrit (éd.
Mamco, 1997) e li declina su supporti diversi: striscioni, lettere al neon, ceramica, piatti o ricami.
Secondo la scheda consultata, il suo lavoro è descritto come affine allo spirito duchampiano e alla compagnia di Fluxus. Ha formato un duo artistico e ha avuto una relazione personale con Muriel Minkoff-Olesen; la loro collaborazione è documentata in particolare dalla serie Météorites de l'amour, che accosta fotografie di letti e sculture notturne.
Tra le opere documentate figurano un progetto di manifesto per il Ciné-Club Universitaire dell’Università di Ginevra (1964, pennarello e collage) e Ars Gratia Artis (1982), due dittici dipinti su polaroid e anti-glare. Alcune opere del suo corpus sono conservate con l’indicazione di collezione «GM-MO». L’insieme delinea una pratica attenta agli scarti tra lettura e percezione, tra linguaggio e materiale, percepibili nelle sue scelte di supporti (video, neon, ceramica, calcestruzzo) e nel ricorso a discipline scientifiche.
