Fritz Pümpin
Nato nel 1901.
Muore nel 1972.
Fritz Pümpin associa la pratica della pittura a un’attenta conoscenza del territorio basilese. Paesaggista, ritrattista e autore di nature morte, si interessa anche di archeologia. Queste attività conferiscono al suo percorso una particolare singolarità: la terra che alimenta le sue immagini è anche quella di cui cerca di comprendere le tracce antiche.
Proveniente da una famiglia di commercianti di vino, Pümpin segue inizialmente una formazione commerciale e lavora nell’azienda paterna. Parallelamente, frequenta la scuola di arti applicate di Basilea e prosegue la propria formazione nei musei e nelle esposizioni. Le sue prime opere testimoniano esperimenti tecnici e ricerche stilistiche che la sua fondazione ha riportato alla luce nella mostra Pümpin emotional.
Negli anni Trenta si dedica alla pittura, con uno studio a Gelterkinden. La sua opera rimane figurativa e si sviluppa attraverso l’olio, la tempera e il pastello. A partire dal 1954 realizza anche pitture murali ad affresco.
Nel 1961 gli viene dedicata una mostra al castello di Ebenrain, a Sissach.
I paesaggi di Basel-Campagna costituiscono una parte importante della sua produzione, senza tuttavia esaurirne i soggetti. Herbstmarkt in Sissach, un olio su tela datato 1946–1947 appartenente alla collezione comunale di Sissach, ricorda il suo interesse per la vita locale. Durante la Seconda guerra mondiale, documenta inoltre per immagini eventi legati alla mobilitazione e alla regione di confine basilese.
Le sue ricerche archeologiche, pubblicate a partire dal 1928, lo portano a partecipare alla commissione cantonale incaricata delle antichità. Questa duplice attenzione al presente e al passato offre una via d’accesso al suo universo. Scoprire Pümpin invita a considerare i suoi dipinti come gli incontri di un pittore con un territorio familiare, i suoi abitanti e la sua storia.

