Fritz Hug
Nato nel 1921.
Muore nel 1989.
Nell’opera di Fritz Hug (1921–1989), l’animale occupa il ruolo principale. Il suo approccio associa l’attenzione per i caratteri di una specie alla presenza singolare di un individuo. Questo incontro tra osservazione e sensibilità spiega il fascino delle sue immagini, che invitano a guardare il vivente con maggiore attenzione.
Nato a Dornach, Hug trascorse parte della sua infanzia a Giava e crebbe poi a Thalwil. Frequentò la Scuola di arti applicate di Zurigo nel 1935–1936 e si dedicò veramente alla pittura a partire dal 1940. Dal 1941, Léon Bollag sostenne la sua prima mostra zurighese, nella quale figuravano paesaggi, vedute urbane, ritratti e interni.
I suoi viaggi lo condussero in Francia, Marocco, Italia e a Lambaréné, in Gabon. Nel 1950–1951 vi dipinse nell’ambiente di Albert Schweitzer. La rappresentazione degli animali assunse progressivamente un posto centrale nel suo lavoro, senza cancellare la varietà dei suoi primi soggetti.
Il suo impegno andava oltre la sola rappresentazione. Nel 1967, il WWF gli chiese di dipingere animali minacciati di estinzione. Questo lavoro sfociò in un insieme di opere presentato all’Helmhaus di Zurigo nel 1970.
La pittura diventava così un modo per avvicinare il pubblico a specie la cui esistenza meritava di essere preservata.
Hug praticò la pittura a olio, l’acquerello, il disegno e la litografia; realizzò inoltre manifesti, mosaici e pitture murali. Insieme alla moglie, la scrittrice Margrit Hug, pubblicò tre libri illustrati dedicati a soggetti biblici. Questa varietà di supporti ricorda quanto la sua opera ecceda l’immagine familiare del pittore di animali.
Per avvicinarsi alla sua opera, ci si può soffermare su un atteggiamento, una silhouette o sul posto lasciato al soggetto nella composizione. Questi dettagli offrono un accesso sensibile a una ricerca nella quale l’animale diventa un vero interlocutore dello sguardo.
