François Furet
Nato nel 1842.
Muore nel 1919.
Pittore e decoratore ginevrino della seconda metà del XIX secolo, François Furet (nome di nascita; variante Francis Furet) è documentato nelle fonti coeve come paesaggista e animalista. Protestante e domiciliato a Ginevra, nel 1869 divenne borghese di Ginevra; era figlio di Claude, francese, sarto, e di una madre ginevrina.
Compì un apprendistato come smaltatore presso Louis-Samuel Rosselet, quindi seguì corsi di pittura con Barthélemy Menn. Definito «allievo prediletto» di Menn, appartenne al gruppo detto degli «Emules», accanto ad Auguste Baud-Bovy, Edmond Ravel, Hugues Bovy e Léon Gaud. Frequentò il phalanstère dei Bovy a Gruyères, dove incontrò Jean-Baptiste-Camille Corot e condivise uno studio con Auguste Baud-Bovy; questo ambiente riuniva inoltre, tra gli altri emigrati menzionati, Gustave Courbet.
La sua prima esposizione nota ebbe luogo a Ginevra nel 1861; espose regolarmente a Ginevra fino al 1898. Tra le sue realizzazioni figurano partecipazioni a decorazioni e progetti di grande ampiezza: la decorazione del Grand Théâtre de Genève (1879), il diorama della Blümlisalp (1886) e il panorama di Baud-Bovy (1891–1892). Sul piano ufficiale, ottenne una medaglia all’Esposizione universale di Parigi del 1889 e ricevette la Légion d’honneur nel 1896.
Le fonti coeve lo descrivono come «buon paesaggista e animalista», formulazione ripresa nei repertori consultati. La documentazione segnala un legame familiare o coniugale con Cécile Balland, figlia di Jean-Pierre, commerciante francese. Per la bibliografia e l’identificazione, si rilevano una scheda di D.
Baud-Bovy («Francis Furet», Pages d’art, novembre 1921) e voci di autorità nella GND e in VIAF. Questi elementi — identità, formazione presso Menn, appartenenza al circolo degli «Emules» e partecipazioni a decorazioni pubbliche — consentono di collocare François Furet tra gli operatori ginevrini impegnati nei grandi progetti decorativi e nelle pratiche paesaggistiche della fine del XIX secolo.










