Édouard Vallet
Nato nel 1876.
Muore nel 1929.
Édouard Vallet (1876–1929) conferisce una particolare densità ai gesti della vita quotidiana. Una donna alla zangola, un giardino, una processione o una casa diventano gli elementi di una composizione accuratamente costruita. Il disegno organizza il suo sguardo, che egli lavori a olio, a pastello, ad acquerello o all’acquaforte.
Nato a Ginevra, Vallet si forma all’École des arts industriels e frequenta i corsi di belle arti. Esordisce nell’illustrazione e nell’incisione su legno. Prima di legarsi al Vallese, rappresenta le strade ginevrine, il mercato di Carouge e le campagne circostanti.
La scoperta di Hérémence nel 1908 inaugura una nuova fase del suo percorso; durante gli ultimi vent’anni della sua vita ritornerà regolarmente nel cantone.
La sua opera si interessa tanto agli abitanti quanto ai paesaggi. Lavori domestici, maternità, cerimonie religiose e momenti di riposo compongono un mondo di presenze semplici. I motivi dei giardini, degli alberi, delle rocce o dei covoni di grano vengono ripresi con insistenza.
Questa fedeltà ai soggetti si accompagna alla ricerca di inquadrature ed equilibri, che trasforma l’osservazione in una vera e propria costruzione pittorica.
La materia merita un’attenzione particolare. La Collection Pictet sottolinea gli effetti opachi e vellutati che Vallet ottiene con una pittura asciutta, talvolta vicina al pastello. Inizialmente sensibile all’eredità di Ferdinand Hodler, egli afferma progressivamente un linguaggio proprio a contatto con il Vallese.
Parallelamente, l’incisione costituisce una parte essenziale della sua attività.
Nel 1912, Vallet e la moglie, l’artista Marguerite Vallet-Gilliard, acquistano una casa a Vercorin. Oggi sede della Fondation Édouard Vallet, essa permette di accostarsi alle loro due opere. Questo luogo ricorda che il percorso del pittore si nutre di andate e ritorni, di legami familiari e di un’attenzione duratura al mondo vicino.
Per guardare Vallet, si può cominciare osservando come una figura e il suo ambiente trovino insieme il proprio posto nell’immagine.




