Charles Clément
Nato nel 1889.
Muore nel 1972.
Una strada animata, un volto, gli oggetti riuniti su un tavolo: Charles Clément trova nel mondo familiare una riserva inesauribile di soggetti. Nato a Rolle nel 1889 e morto a Losanna nel 1972, questo pittore, disegnatore, incisore e illustratore attraversa il XX secolo facendo dialogare l’osservazione degli esseri umani, il gusto del racconto e la costruzione dell’immagine.
Dopo una formazione a Düsseldorf, lavora all’Académie de la Grande Chaumière di Parigi. Tornato a Losanna, nel 1913 pubblica Paysans vaudois, poi nel 1916 partecipa alla fondazione del giornale satirico L’Arbalète. Il disegno accompagna così tanto la sua attenzione alla vita quotidiana quanto il suo impegno nella stampa.
Un nuovo soggiorno parigino, iniziato nel 1927, e i suoi passaggi da Marsiglia ampliano il suo orizzonte; nel 1933 torna a stabilirsi definitivamente in Svizzera.
La stampa occupa un posto essenziale in questo percorso. Le acqueforti delle Scènes de la vie de cirque, realizzate nel 1923, si affiancano alle collaborazioni letterarie: nel 1929 Clément illustra in particolare Une Nuit dans la Forêt di Blaise Cendrars. Nel 1931 André Malraux firma la prefazione al suo album di litografie Méditerranée.
Questi incontri collocano il suo lavoro all’incrocio tra pittura e libro.
La sua opera si dispiega anche alla scala dell’architettura, con le vetrate della cattedrale di Losanna e due pannelli dedicati al maggiore Davel per l’Hôtel de Ville. All’altro estremo di questa diversità, Nature morte à l’assiette bleue, dipinta nel 1970, riunisce oggetti domestici, tra cui una scatola per bricelets. Il catalogo della Fondation sottolinea il ruolo della natura morta nel suo apprendistato dell’organizzazione geometrica del visibile.
Questa tela tarda offre una porta d’accesso al suo universo: osservare come un colore colleghi gli oggetti, come i loro volumi compongano lo spazio, per poi ritrovare nelle sue scene popolate la stessa capacità di dare forma alla quotidianità.












